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In occasione della festa del SS. Salvatore, da calendario universale prevista il 6 agosto, giorno della trasfigurazione del Signore, la parrocchia di Campolattaro, in collaborazione con la Pro Loco locale, presenta i Blue Stuff in concerto.

“Dall’estate del 2022 – spiega il parroco – la parrocchia del Santissimo Salvatore in Campolattaro dedica questa festa a tutti i ‘salvatori’, ossia gli operatori di protezione civile, i soccorritori, coloro che sono impegnati, a vario titolo, nelle professioni di aiuto. Un’occasione per ringraziare il ‘buon samaritano’ che, all’occorrenza si fa prossimo delle persone in difficoltà”.

Coprotagonisti dell’evento saranno i ragazzi del Centro Alw Ahih, servizio di accoglienza e assistenza cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale. Centro d’eccellenza presente a Morcone, che nel panorama dei siti d’accoglienza sul territorio nazionale, si distingue per organizzazione e professionalità. “Grazie ad una proficua collaborazione con il centro di Morcone – continua il sacerdote di Campolattaro – siamo riusciti a rendere protagonisti i ragazzi che, giunti in Italia tra tante difficoltà, hanno trovato ad accoglierli, presso i porti italiani, proprio i volontari di protezione civile. Questa è anche la loro festa, poiché il Santissimo Salvatore è anche il loro protettore”.

La festa nasce due anni fa, quando la nuova effige del SS. Salvatore arriva dal lago di Campolattaro per essere accolta dalla comunità a dai rappresentanti della protezione civile. Quest’anno, a causa delle operazioni di svuotamento dell’invaso, non è stato possibile organizzare l’evento sulla diga e, quindi, si è scelta come location la piazzetta, anche per permettere ai partecipanti di poter far visita alla chiesa del SS. Salvatore.

L’appuntamento è per martedì, alle ore 21, quando avrà inizio la serata con il concerto dei Blue Stuff, noto gruppo napoletano, da sempre impegnato sul fronte sociale dei diritti universali.

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Alla cortese attenzione della comunità di Campolattaro

Martedì 26 giugno, presso la chiesa di San Sebastiano in Campolattaro, si è tenuto un sopralluogo da parte dell’equipe dell’Ufficio Tecnico della Curia Arcivescovile di Benevento, per valutare eventuali interventi a seguito della precaria condizione in cui giace il luogo di culto.

Per l’Ufficio Tecnico erano presenti il direttore don Sergio Rossetti; l’ing. Franco Oliviero, l’ing. Lella Imbriani. Ad accoglierli c’erano il parroco, il sindaco ing. Paglia, il vicesindaco Letizia Di Maria.

L’Ufficio Tecnico, prendendo atto dei seri problemi di infiltrazione d’acqua che interessano l’edificio, visibili ad occhio nudo e in parte certificati dai VV.FF., ha ipotizzato un importante intervento risolutivo attraverso l’accesso ai fondi 8xmille della CEI.

Da una prima stima orientativa (che sarà a breve definita meglio e messa a progetto) si tratta di una spesa che oscilla intorno ai 150mila euro. Da prassi, i fondi CEI dell’8xmille finanziano l’80% della spesa, mentre il restante 20% è a carico del committente e, quindi, della parrocchia.

Con il parere favorevole dell’Ufficio Tecnico, il progetto può essere presentato con il N.O. del vescovo e, quindi, essere oggetto di finanziamento. I tempi, però, sono stretti per la consegna e medio-lunghi per la realizzazione. Infatti, se si riuscirà a presentare la documentazione in tempo utile e senza imprevisti burocratici, presumibilmente la prima rata potrebbe arrivare tra circa un anno ed i lavori iniziare nell’autunno del 2025.

Attenzione!

Vista la partecipazione economica della parrocchia, che potrebbe aggirarsi intorno ai 15/20mila euro, il parere della comunità, delle famiglie e soprattutto di chi lamenta la chiusura della chiesa, è fortemente gradito, insieme, evidentemente, ad un impegno personale.

Sembra scontato, infatti, ricordare che la parrocchia non gode di entrate correnti fisse, poiché non ha rendite e neanche è un’attività commerciale. Come anche sarebbe impensabile pensare che si possa mettere qualcosa da parte attingendo alla questua (cestino) della domenica.

Qualora davvero ci sia un interesse a riaprire la chiesa di san Sebastiano, allora, c’è bisogno di recuperare lo spirito di comunità e fare rete con le parti interessate, prime tra tutte il comitato festa e gli enti di promozione del territorio.

Invito le persone di buona volontà, che vogliono partecipare attivamente alla vita della comunità, a farsi avanti per un fraterno colloquio, così da arricchirsi del parere e della presenza di ognuno.

Come pure invito tutti ad interessarsi e partecipare alle iniziative proposte dalla parrocchia, tramite l’oratorio e le sue strutture, poiché finalizzate al coinvolgimento, alla crescita della comunità e allo sviluppo del territorio, ma anche alla possibilità di avere qualche entrata per le spese ordinarie e straordinarie. Per approfondimenti su questi aspetti e/o anche se qualcuno volesse rendersi protagonista, ribadisco l’invito a farsi avanti e a impegnarsi in prima persona.

È finito, infatti, il tempo in cui le parrocchie si reggevano con il cestino della domenica e, aggiungo, anche con le offerte delle famiglie che, per quanto mi riguarda, non possono essere sempre chiamate in causa quando si tratta di raccogliere soldi. Conosciamo tutti i tempi tristi che stiamo vivendo e, quindi, dovremmo comprendere che non si può pretendere sempre dalle famiglie che intervengano economicamente per ogni problema, anche perché risolta una questione subito ce ne sarà un’altra in agguato.

Partecipando, invece, alle iniziative e ai progetti (non ultimo l’apertura del Circolo e della mensa parrocchiale) si ha la possibilità di poter socializzare, confrontarsi, conoscersi meglio ed, eventualmente, anche ricevere un servizio come controparte di un contributo che, in ogni caso, andrà nella cassa della parrocchia per le spese ordinarie ed, eventualmente, straordinarie.

Riapertura provvisoria 

Nelle prossime settimane, allora, troverò il modo di ascoltare il parere della comunità sulla chiesa di san Sebastiano. Intanto vi anticipo che, d’accordo con la Curia, visto il periodo estivo che, normalmente, non dovrebbe portare eccessive piogge ed eventuali conseguenti allagamenti, per la novena e la festa dei Santi Martiri apriremo parzialmente la chiesa di San Sebastiano, con i dovuti accorgimenti per la sicurezza e l’incolumità dei fedeli. Dopo di che, attenderemo l’evolversi della situazione in vista dell’apertura del cantiere, qualora la parrocchia avrà garantito alla CEI e al vescovo la disponibilità ad apportare la sua quota.

Resto a disposizione per ogni chiarimento, felice di incontrare chiunque si sente parte attiva e vuole contribuire alla crescita integrale della comunità di Campolattaro.

Grazie a tutti per l’attenzione.

Il Signore vi doni la Sua Pace

Il Parroco

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Lunedì 17 giugno 2024, presso l’oratorio parrocchiale di Campolattaro, apre ufficialmente il Circolo ACLI Tammaro.

Il circolo, come accade nelle migliori realtà ecclesiali d’Italia, si pone a supporto delle attività ricreative, educative e culturali dell’oratorio. Quest’ultimo condivide le finalità socio-educative delle ACLI che, a loro volta, offrono degli strumenti operativi concreti.

L’oratorio, infatti, è riconosciuto dallo Stato italiano come realtà abilitata a “promuovere la realizzazione di programmi, azioni e interventi finalizzati alla diffusione dello sport e della solidarietà, alla promozione sociale e di iniziative culturali nel tempo libero e al contrasto dell’emarginazione sociale e della discriminazione razziale, del disagio e della devianza in ambito minorile” (Legge n. 206 dell’1/8/2023).

Il circolo ACLI Tammaro è aperto tutti i giornidal lunedì al sabatodalle ore 11:30 in poi.

È possibile condividere il pranzo, ma è gradita la prenotazione entro le ore 11, inviando un messaggio WhatsApp al seguente numero:

371.7806671

Come previsto dalle normative vigenti, per poter aderire ad un circolo culturale e/o ricreativo è necessario tesserarsi.

La quota di tesseramento prevista dal Circolo ACLI Tammaro, per l’anno 2024, è di € 15 e comprende un pasto.

Successivamente, il costo del pasto completo, per i tesserati, è di € 7. Inoltre, per i soci, è possibile sottoscrivere l’abbonamento di € 50, comprensivo di 10 pasti.

L’adesione al circolo ACLI Tammaro permette di entrare a far parte di un’Associazione che in Italia conta circa 980mila tesserati, 8mila strutture territoriali, 4mila circoli, 21 sedi regionali e 105 centri provinciali. La tessera dà diritto all’accesso a tutte queste realtà, oltre all’accesso agevolato a tutti i servizi offerti dalla rete nazionale.

In particolare, il circolo ACLI Tammaro vuole essere un luogo di aggregazione, socializzazione e cultura, al servizio delle attività oratoriane e inserito in un progetto più ampio che guarda verso la ripresa delle aree interne, in particolare dell’Alto Tammaro, auspicando una proficua collaborazione con gli enti e l’associazionismo locale, poiché uniti tutti dallo stesso desiderio di agire per il bene comune e la crescita del territorio.

Sulla pagina web dedicata, sarà possibile trovare gli aggiornamenti, con le iniziative proposte dall’oratorio della parrocchia del SS. Salvatore e dal circolo ACLI Tammaro.

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La parrocchia del SS. Salvatore, grazie alla collaborazione con la cooperativa Passione Educativa che ha stipulato una convenzione con Mestieri Campania, ha la possibilità di accedere al programma GOL, per i tirocini extracurriculari e/o d’inclusione.

L’indennità è di € 500 mensile, per 12 mesi, erogati dalla Regione Campania.

La sede del tirocinio è presso l’oratorio di Campolattaro, in via Chiesa Madre 21.

Beneficiari del progetto sono gli utenti con particolari condizioni di fragilità (lavoro e inclusione).

I candidati devono recarsi presso il Centro dell’Impiego di riferimento per definire il patto di servizio personalizzato, farsi fare il DID e richiedere il C2 storico. Devono poi farsi abilitare alla scelta di un operatore privato su Cliclavoro Campania.

Con tale attestazione potranno accedere al programma.

Per informazioni e/o per essere guidati nella procedura rivolgersi alla referente di Mestieri Campania, attraverso i seguenti contatti:
email: benevento@mestiericampania.com
Tel.: 3288884202 (dott.ssa Anna De Bellis)

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In occasione del workshop organizzato dalla branca R/S di AGESCI Campania, una rappresentanza dei clan degli scout, ha partecipato all’evento organizzato sabato 11 e domenica 12, a Campolattaro, dal titolo “Acqua in bocca”.

I giovani, provenienti da diversi gruppi della regione (Salerno, Angri, Cava dei Tirreni, Varcaturo, Acerra, Capua, Caserta, Nola e Vicenza), hanno incontrato la comunità locale animando la celebrazione della S. Messa con i canti e il servizio all’altare. Durante l’omelia il parroco ha ricordato che, nella solennità dell’Ascensione, la Chiesa celebra la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, riflettendo sul messaggio del Papa che, per il 2024, invita a riflettere sull’intelligenza artificiale.

L’argomento, trovato interessante dai partecipanti, è stato ripreso informalmente in seguito, quando al termine della Messa, dei ragazzi si sono soffermati sul tema della Giornata.

Nella seconda parte della mattinata, gli scout sono stati accompagnati presso il lago, dove sono stati assistiti dai volontari dell’ASD CanoaVela per il giro in canoa lungo la costa dell’Oasi del WWF. Di seguito hanno visitato il parco naturale, dove si sono soffermati ad ascoltare tre rappresentanti del territorio che, a titolo diverso, hanno testimoniato il potenziale della zona.

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Con una lettera inviata a tutti i sacerdoti dell’arcidiocesi di Benevento, l’arcivescovo Felice Accrocca comunica la decisione della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana di indire una colletta nazionale, da tenersi in tutte le chiese italiane, domenica 18 febbraio, “quale segno concreto di solidarietà e partecipazione di tutti i credenti ai bisogni, materiali e spirituali, delle popolazioni colpite”.

L’invito è rivolto innanzitutto ai parroci, affinché sensibilizzino le comunità parrocchiali in previsione della raccolta.

Come sottolinea l’arcivescovo, il conflitto in Terra Santa ha raggiunto proporzioni immani. La sensibilità di Accrocca, a nostro modo di vedere, pone in evidenza una questione che non è né palestinese né israeliana, ma riguarda un territorio di intensissimo spessore simbolico per cristiani, ebrei, musulmani e, quindi, per miliardi di persone nel mondo che si professano credenti. Per queste persone e non per coloro che indirizzano le politiche internazionali secondo logiche perverse, questa terra è santa.

Così, le vere notizie, filtrate dalla manipolazione mediatica, arrivano tramite la Chiesa ed il Papa, in costante contatto con la parrocchia della Sacra Famiglia in Gaza, unica comunità cattolica della striscia, ma anche grazie alla presenza della comunità cristiana a Gerusalemme e in altre città dello stato d’Israele.

La situazione è drammatica, continuano gli sfollamenti e famiglie con bambini sono costrette a lasciare le loro abitazioni, indirizzandosi verso le tendopoli, alcune con la speranza di raggiungere il confine. Ritorna l’immagine di ospedale da campo, tanto cara a Francesco, per dire la Chiesa.

L’appello, allora, si estende a tutte le persone di buona volontà, alle quali si offre un motivo in più per andare in chiesa e iniziare, così, per bene, la quaresima, tempo forte per la conversione che passa attraverso la preghiera, il digiuno e la carità, pratiche insensate se non orientate verso chi sta in difficoltà.

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San Francesco di Sales, patrono degli operatori della comunicazione

In occasione della memoria di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e degli operatori della comunicazione, come ogni anno celebrata il 24 gennaio, la parrocchia del Santissimo Salvatore in Campolattaro ha il piacere di comunicare la nascita de Il Tammaro, piattaforma online di informazione e, soprattutto, promozione del territorio.

 

Frutto di una ricerca sul territorio

L’iniziativa nasce in seno ad una ricerca effettuata in ambito accademico, dal dottor Giuseppe Umberto Piscopo, che si è concretizzata con la discussione di una tesi di laurea magistrale in Scienze religiose dal titolo “Parchi Culturali Ecclesiali: in rete per lo sviluppo delle aree interne. Una proposta per l’Arcidiocesi di Benevento”.

La ricerca di campo, sul potenziale turistico dei siti d’interesse culturale presenti sulla zona dell’Alto Tammaro, si è conclusa proprio con la realizzazione di uno spazio online.

 

Oltre il giornale, per la promozione del territorio

Il Tammaro nasce con un impianto giornalistico, ma vuole essere anche qualcosa in più rispetto al portale di informazione. Non ricercando lo scoop fine a sé stesso, infatti, si propone come missione la promozione del territorio, raccogliendo, in rete le migliori iniziative degli 11 Comuni che costituiscono l’area dell’Arcidiocesi di Benevento denominata Zona Pastorale Tammaro: Campolattaro, Castelpagano, Circello, Colle Sannita, Fragneto L’Abate, Fragneto Monforte, Morcone, Pontelandolfo, San Lupo, Santa Croce del Sannio, Sassinoro.

Con una sezione dedicata ad ogni singolo Comune, Il Tammaro proverà a raccontare la vita sociale ed ecclesiale, le iniziative, gli eventi, ma anche i siti d’interesse culturale presenti.

Fiore all’occhiello del portale è, infatti, lo spazio dedicato agli itinerari turistici, con proposte per ogni esigenza e schede di presentazione.

 

In rete con le realtà locali

Il portale è online in una versione beta e, quindi, sicuramente da completare nelle sue proposte. A tal proposito si rende necessaria la collaborazione della comunità locale, in particolar modo dei sindaci e delle amministrazioni comunali, ma anche dell’associazionismo locale impegnato nella promozione del territorio (es. le Pro Loco).

Un primo ringraziamento va al sindaco del Comune di Campolattaro, ing. Simone Paglia che, condividendo le finalità del progetto, ha fornito la sede per l’allestimento della prima redazione.

Da questo momento, la redazione de Il Tammaro sarà felice di incontrare i Comuni coinvolti, interessati alla presentazione del portale sul loro territorio, per cercare, insieme, di creare rete, poiché tutti animati dal desiderio di contribuire, ognuno con la sua parte, allo sviluppo integrale delle aree interne.

 

Per info:

Il Tammaro

Comunicazione e cultura – Turismo e tempo libero

Via Pescolombardo, n. 2

82020 Campolattaro (BN)

E.mail: redazione@iltammaro.it

www.iltammaro.it

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Erano altri tempi, certamente, ma la testimonianza di Sebastiano credo sia di forte attualità. Soldato romano, a quanto pare pretoriano, quindi affidato alla guardia del corpo dell’imperatore, fedele allo Stato, ma, prima ancora, alla sua fede, senza essere, però, obiettore di coscienza.

 

Con gli occhi di oggi, Sebastiano sarebbe un dipendente dello Stato che non si appellerebbe all’obiezione di coscienza, poiché questo non gli permetterebbe di occupare un posto utile per stare sia vicino ai perseguitati che agli uomini di potere.

 

Sebastiano ha preferito continuare la sua carriera per poter avvicinare i prigionieri e supportarli nelle loro convinzioni, senza arrendersi alla logica del tiranno, ma anche per stare accanto agli “uomini di palazzo” e ai suoi “colleghi” e poter annunciare il vangelo a tutti.

 

Si, sembrano altri tempi, paradossalmente più moderni rispetto ad un’immagine di Chiesa che classifica i credenti in base al tempo dedicato alla parrocchia, all’oratorio, alle feste dei santi.

Non c’è da stupirsi, poiché lo abbiamo studiato a scuola che la Chiesa contemporanea, almeno nei suoi pronunciamenti degli ultimi 60 anni, auspica un ritorno alle origini, ai primi secoli, quando, appunto, i cristiani come Sebastiano non si staccavano dalla società, ma cercavano di abitarla attivamente e con responsabilità.

 

Provocatoriamente mi viene da pensare che era più facile prima, quando si sapeva che l’imperatore voleva “farti fuori” e non pensava al benessere del popolo, rispetto ad oggi, dove, invece, ipocritamente si predica la necessità di essere uniti e poi, invece, nei nostri contesti sociali ed ecclesiali, l’attribuzione del merito precede la bontà di iniziative che, già da un punto di vista comunicativo, potrebbero essere un’opportunità per la crescita della comunità.

 

E così, in un momento storico dove gli organi di partecipazione e gli strumenti di comunicazione dovrebbero garantire l’adesione democratica del popolo alla vita della comunità, si viaggia da soli, con i propri limiti, infelici e incapaci di riconoscere gli errori.

 

Questo non deve scoraggiare, non si può avere la pretesa che per forza si debbano condividere le proprie visioni. Prendiamo atto e andiamo avanti, con chi vuole camminare insieme, biasimando chi non ci arriva, senza esclusioni, perché anche se in una famiglia a volte non si va d’accordo, bisogna sempre essere aperti al dialogo.

 

Ci affidiamo a San Sebastiano che, tra l’altro, è anche invocato contro le epidemie, affinché il virus dell’incomprensione trovi quante più persone vaccinate.

 

Intanto preghiamo con le parole che, in questi giorni, gli abbiamo elevato nella preghiera in preparazione alla sua festa:

 

“O invitto martire, Sebastiano, … a te e alla tua potente intercessione raccomandiamo fiduciosi tutti coloro che si affidano alla tua protezione: le nostre famiglie, perché custodiscano l’amore; gli adulti, perché diventino operatori di pace e di giustizia; gli anziani e i morenti, perché guardino con serena fiducia al traguardo che li attende; i ragazzi e i giovani, perché siano coraggiosi testimoni di Cristo; i peccatori e gli erranti, perché riscoprano la bontà del Padre e la dolcezza del suo perdono.”

A.G.

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XVI Domenica del Tempo Ordinario

Nella prima lettura che si ascolta domenica 30 luglio nelle chiese, viene riportata la preghiera che Salomone, giovane re d’Israele, eleva al Signore, consapevole dei suoi limiti rispetto al grande mandato ricevuto da Dio, di governare un popolo. Nel 1° Libro dei Re così si legge:

“Signore, mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide, mio padre. Ebbene io sono solo un ragazzo; non so come regolarmi. Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che hai scelto, popolo numeroso che per la quantità non si può calcolare né contare. Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare questo tuo popolo così numeroso”.

Colpisce che la richiesta che il ragazzo rivolge a Dio è quella di un cuore docile che sappia distinguere il bene dal male. In altri termini, forse un po’ autoreferenziali, ma ritengo ancora abbastanza circostanziali, Salomone chiede la capacità di discernimento difronte alle scelte e, quindi, la possibilità di prendere le decisioni giuste per il popolo.

Birra vs Cultura, una partita persa

Saper compiere le scelte giuste nella vita è tanto importante quanto complicato. A volte scegliere anche su questioni apparentemente banali come, ad esempio, dove andare a trascorrere una normalissima serata di mezz’estate, può cambiarti la vita o, almeno, fare la differenza.

Penso alle proposte di questi giorni nei paesi del bacino del Tammaro, con un programma molto ricco, per tutti i gusti. In particolare rifletto sulle scelte di una popolazione, quella delle aree interne che, forse, nonostante non manchi di manifestare periodici picchi di depressione per la propria condizione, prova ad attivare dei meccanismi di autoregolazione dell’umore sociale, prodigandosi nell’organizzazione dell’estate autoreferenzialmente oggettivata dalla circoscrizione del proprio paese.

Ed allora si può scegliere tra un’iniziativa di elevato spessore culturale, dove la presenza di professionisti è posta a garanzia di contenuti che, attraverso il linguaggio dello spettacolo, come richiesto da ogni forma d’arte, elevano lo spirito, ed una stimolante festa della birra che, se vissuta come si deve, trasforma la serata in un evento più comico del festival dei cortometraggi comici.

Non si tratta di una sfida, ma di una costatazione circa la capacità di scelta, orientata dal contesto culturale che, certamente, non può tradire se stesso. In un territorio dove si beve tutto l’anno, non puoi aspettarti che si rinunci alla festa della birra per un evento unico nel suo genere, significherebbe andare contro la propria natura.

I governanti del popolo

Qui scendono in campo i “governanti” del popolo che, per definizione, dovrebbero porsi al servizio della loro gente, non assecondando le richieste, ma educando i bisogni. Possiamo accettare di pensare che la Chiesa sia un’agenzia educativa chiamata a “governare” il suo popolo, solo se il termine “governo” risuona spontaneo nella mente di chi ha questa responsabilità come servizio per il bene comune e, quindi, di ognuno.

Purtroppo, indipendentemente dal gradimento del ruolo, un “governante” non dovrebbe starsi zitto per quieto vivere. Non dovrebbero farlo soprattutto genitori ed insegnanti che, come i preti, non necessitano del consenso conquistato ad ogni costo per potersi mantenere nel loro ruolo. È in gioco la libertà di agire secondo coscienza, anche se impopolari, perché liberi da condizionamenti esterni politicamente scorretti.

Se esiste il male è perché esiste il bene

Ed allora, ben venga la pluralità della proposta, poiché diversamente non ci sarebbe una vera possibilità di scelta e, quindi, la propria libertà sarebbe solo un’illusione. Il male esiste ed è messo in evidenza proprio dal bene, poiché come dice Lady Gaga: “le ombre sono la prova che la luce splende”.

A.G.

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Riflessione da parroco

Mercoledì 19 luglio, piazzetta Chiesa Madre, mancano 3 minuti all’inizio della Messa, i rappresentanti delle Forze dell’Ordine ci sono tutti, guardo la piazza e vedo le sedie davanti al palco vuote. Se non avessi avuto prontezza di come si muovono i miei “polli” avrei pensato ad una grande figura di niente!

In effetti molti erano già lì e osservavano da lontano! Li invitiamo a sedersi e, come per magia, quando arrivo all’altare, l’impatto con la piazza è positivo, tutte le sedie erano occupate … sospiro di sollievo!

L’unico evento organizzato nella provincia di Benevento per il XXXI anniversario della strage di via D’Amelio iniziava con buone premesse, almeno da un punto di vista formale, infatti, mi sono bastati pochi secondi per vedere chi mancava. Non è stato difficile, viste le sedie riservate rimaste vuote.

Dal portale della parrocchia, nuovo pulpito dell’era digitale, voglio soffermarsi su questo, illudendomi che qualcuno si dia alla lettura, magari attirato dal titolo che spero sia abbastanza provocatorio. La sintesi della giornata la trovate sulla nota pubblicata dai giornali.

Si, è mia intenzione, in questa sede, “fare la predica” a chi, per scelta o per indifferenza, ha deciso di non partecipare. Non ho la pretesa che si debba per forza aderire ad ogni evento e prima che lo pensate voi, ve lo dico io: ognuno è libero di agire come meglio crede, secondo la propria coscienza e il suo modo di pensare. La questione è un’altra: non tutti sanno “campare”!

Per evitare che qualcuno si senta chiamato in causa o, meglio, per far sì che si comprenda bene chi deve sentirsi coinvolto, voglio specificare subito che mi sto rivolgendo a chi è stato invitato, non attraverso la semplice locandina, ma con invito formale PERSONALE, ossia consegnato di persona.

Educazione vorrebbe che se vi viene consegnato un invito stampato, inserito in una busta con il vostro nome sopra, come minimo dovreste dare un cenno di adesione o informare della vostra assenza “per impegni istituzionali”. E già, perché mi rendo conto che stare davanti al bar, mercoledì 19 luglio, alle ore 19, era un impegno altrettanto importante come l’ascoltare il Procuratore della Repubblica che, in quel momento, si rivolgeva direttamente alla comunità di Campolattaro.

All’evento si è parlato di collusione tra politica e mafia, dello sviluppo delle aree interne, della responsabilità di ogni cittadino anche rispetto ai lavori della diga … giustamente sono argomenti che non vi interessano, ma abbiate almeno la decenza di rispondere ad un invito.

Voglio essere ancora più chiaro. Non faccio nomi e cognomi perché non ce l’ho con nessuno. L’invito era rivolto a quell’associazionismo che dovrebbe essere la forza di Campolattaro, ma che è incapace di lavorare in rete. Coscienza civica e responsabilità civile avrebbero richiesto un contatto in alternativa alla rappresentanza.

Allora, per favore, vi voglio bene, ma non lamentatevi se alle vostre iniziative non partecipa il paese e, soprattutto, non “pigliatevi collera” se non avete troppa collaborazione nell’organizzazione. A tutti, ogni tanto, piace assumere atteggiamenti parassitari, sfruttando gli interessi degli altri e trovando “o cocco ammunnato e buono”.

Ringrazio tutti coloro che hanno permesso che l’evento riuscisse: Sindaco, Amministrazione comunale, Comitato festa, Forum dei Giovani, Libera Benevento, AGESCI, Dottor Policastro e collaboratori, chi ha animato la S. Messa, chi ha preparato l’altare, chi ha realizzato la panchina gialla, chi ha sudato con noi per allestire la piazza, il vigile urbano, i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, tutti i presenti, chi voleva venire e non è riuscito, chi è stato invitato e ha comunicato la sua assenza, coloro che mi dimentico e che sanno di aver contribuito.

A tal proposito concludo con un chiarimento. Sono io quello che si aspettava una maggiore presenza dei sindaci o dei loro delegati. Alcuni sono venuti, qualcuno ha giustificato l’assenza, ad altri sarà sfuggita la pec tra le tante che arrivano ogni giorno. Loro rappresentano un’istituzione e conoscono le regole: quando arriva una comunicazione scritta, buon senso vuole che si risponda e la formalità istituzionale richiede che avvenga per iscritto.

 

Il parroco

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