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La domenica del buon pastore e le vocazioni

La domenica del buon pastore, così chiamata perché Gesù utilizza l’immagine, più familiare in quel tempo, del gregge, delle pecore e, appunto, del pastore che le cura. Da 62 anni a questa parte, in questa occasione si celebra la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni.

Per quanto siamo tutti d’accordo che il termine vocazione voglia intendere qualsiasi chiamata alla vita vissuta in pienezza e, quindi, ogni possibile missione che passa attraverso l’azione umana, di solito, in questa occasione, si prega per le vocazioni intese nel senso stretto del termine, ossia per i giovani che accolgono la proposta della vita sacerdotale.

Se le cose stanno così, stiamo messi male! La crisi globale ha coinvolto anche i preti e prendersela con lo Spirito Santo sarebbe imbarazzante. Avrebbe tutta la nostra comprensione se si fosse stancato di chiamare in questo modo, ma, per ora, continuiamo a dire che il Pastore continua a provarci, ma le pecore non ascoltano la sua voce, forse anche perché non preghiamo bene … se questi sono i frutti!

Il lupo a guardia delle galline

Ad ogni modo, la grande novità di questa domenica, oltre il fatto che siamo nell’anno giubilare, è che, a quanto pare, la Chiesa ha deciso di affidare la custodia del gregge al Leone. L’immagine è fortemente provocatoria. Come se mettessimo il lupo a guardia delle galline. In effetti, però, non dobbiamo dimenticare che il leone è un’icona solida nella tradizione cristiana e, riferita agli evangelisti, da sempre è usata per rappresentare la forza della resurrezione del vangelo di Marco.

Se, quindi, il riferimento è a Leone XIII, a questo primo messaggio chiaro orientato all’impegno per la giustizia sociale, si affianca un altro segno importante come, appunto, il fatto che stiamo nella fase della Resurrezione … il tempo di Pasqua.

Dimmi che segui Francesco senza dirmi che segui Francesco

Parafrasando gli ormai diversamente giovani di facebook, sembrerebbe che Prevost abbia lanciato una nuova tendenza: dire che si è sulla linea di Francesco, senza dire che si è sulla linea di Francesco.

Non si chiama Francesco II, quindi i cosiddetti tradizionalisti possono stare tranquilli; non si chiama Benedetto XIV, per tenere buoni i progressisti; neanche si chiama Giovanni Paolo II, per accontentare i moderati. No! Il suo nome è Leone XIV: per rasserenare i tradizionalisti che guardano alla Chiesa del passato; per rimandare al magistero sociale, che, moderatamente, mette d’accordo tutti; per continuare a ‘scrivere’ una storia dettata, negli ultimi anni, da papa Bergoglio ai suoi seguaci, come frate Leone con Francesco d’Assisi.

Tom e Jerry for ever

Ci voleva un Leone a guidare delle pecore! Perché i cristiani sono sempre meno cattolici e i cattolici sempre meno cristiani, così, gli stessi che si professano credenti abbassano la testa e, senza accorgersene, vanno tutti nella stessa direzione, indicata dall’opinione pubblica, dal ‘così fan tutti’, dal politicamente corretto.

Per capirci, è un po’ come Spike, il bulldog che interviene a difesa di Jerry e difende il topolino ‘indifeso’ dal gattone prepotente. Nella ‘realtà’, però, sappiamo bene che Tom perde sempre e il tutto si consuma in un uno scambio di ruoli che lascia un’incognita su chi sia davvero il bullo di turno.

Allo Stato che deve difendere i cittadini da se stessi, si affianca la Chiesa che, a sua volta, deve proteggere la comunità umana dal forte istinto autolesionista che la caratterizza. La sfida è davvero difficile, non bastavano gli strumenti convenzionali, propri degli ultimi decenni, serviva di più … ci voleva un Leone.

L’intelligenza artificiale

Interessante il discorso di ieri (venerdì successivo al giovedì dell’elezione) ai cardinali e il riferimento all’intelligenza artificiale. Non un pericolo, ma una sfida da accogliere, un’opportunità da comprendere. Così ho chiesto all’AI cosa pensava della domenica del buon pastore e, in 5 secondi, ha preso il mio posto e … ‘mi ha fatto la predica’.

L’AI mi ha ricordato che se voglio essere una brava pecora devo saper riconoscere la voce del mio pastore e, quindi, come bravo cattolico, seguire papa Leone XIV. Ma mi ha anche detto che il buon pastore si sacrifica per le sue pecore e, quindi, dovendo tutti, chi più chi meno, travestirci all’occorrenza da pastori, siamo anche chiamati a spenderci per gli altri, poiché non si vive per lavorare, ma si lavora per far vivere meglio gli altri, coloro che necessitano della nostra prossimità.

La Messa è finita …

Torniamo a casa dalla Messa e apprendiamo dal TG che papa Leone si è rivolto ai giovani, sottolineando che abbiamo bisogno di loro. Parlava di vocazioni … sarò disfattista, ma penso che nella sua prima domenica da Papa, a due giorni dall’elezione, è entrato già nel personaggio e, da bravo Leone, l’ha sparata grossa, forse quasi come l’auspicio che finisca il conflitto a Gaza.

Non ci resta che accogliere le sue indicazioni, imparare a riconoscerlo, fare qualche piccolo sacrificio e, per quanto è possibile, con i fatti, amplificare la sua voce perché possa arrivare ovunque ci sia una pecora che (non) ha paura.

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O quatt’ ‘e maggio

Una domenica all’insegna do quatt’ ‘e maggio! Per chi non lo sapesse, nella tradizione napoletana, si utilizza questa espressione per indicare la confusione che si crea nel giorno degli sfratti, quando, a scadenza di contratto, le famiglie erano costrette a traslocare.

L’espressione, che ha una storia antichissima, è giunta fino ad oggi e, nel tempo, è stata estesa anche ad altri aspetti della vita, per indicare la fine di un percorso, una relazione, un’amicizia. In senso ancora più ampio, poi, viene usata per intende un giorno di grande confusione, dove le strade di ingolfano per il ‘via vai’ delle persone.

Sotto questo ultimo punto di vista, in effetti, a Napoli ormai è tutti i giorni “o quatt’ ‘e maggio”, ma questo è un altro discorso, anche perché la pagina del Vangelo ascoltata in chiesa ci colloca altrove, sul mare di Tiberiade, insieme a Pietro e compagni, impegnati in una ordinaria giornata lavorativa di 2000 anni fa.

La ‘confusione’ arriva quando da quella prospettiva facciamo un salto e giungiamo ai giorni nostri per cercare di rileggere, alla luce di quel messaggio, la storia odierna, dove protagonisti siamo noi che, con la Chiesa, navighiamo per le acque prosciugate del nostro territorio.

Il giubileo degli imprenditori

Oggi, 4 maggio 2025, la Chiesa universale, orfana di papa, celebra il giubileo degli imprenditori, dopo aver accolto, in settimana, per l’anno santo, i lavoratori. Impresa e lavoro, due concetti che vanno a braccetto, capisaldi del magistero sociale dei nostri tempi.

Rileggendo, in questa prospettiva, il vangelo della 3a domenica del tempo di Pasqua, in effetti ci troviamo difronte ad una giornata lavorativa giunta al termine, dove l’impresa di famiglia, dedita alla pesca, ha subito un arresto, poiché la giornata è andata male.

Gesù si interessa, entra in scena con una domanda apparentemente ingenua: “non avete nulla da mangiare?”. Alla risposta negativa, entra nel merito dell’attività lavorativa e suggerisce un cambiamento: “gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete”. Così accade, trovano da mangiare, non solo per Pietro e i suoi sette ‘dipendenti’, ma anche per gli altri.

Questa è l’impresa per la Chiesa, non un’attività per permettere all’imprenditore di avere la casa a mare e la Ferrari, ma un progetto finalizzato al bene comune che, per quanto è possibile, passa anche attraverso l’offerta di lavoro.

L’impresa come strumento pastorale

L’impresa, dal punto di vista ecclesiale, diventa, così, uno strumento pastorale che la Chiesa può acquisire nella sua azione di evangelizzazione a favore dei giovani e non solo. Un’ipotesi solo apparentemente azzardata, che i vescovi italiani compresero quando nel 1995, esattamente 30 anni fa, si incontrarono a Policoro, un paese della Basilicata, per confrontarsi su come calare il Vangelo in un contesto sociale, quello del mezzogiorno d’Italia, fortemente segnato dalla piaga della disoccupazione e dalla conseguente fuga dei giovani.

Giovani, Vangelo e Lavoro … questo fu lo slogan coniato all’epoca, che ha accompagnato, in questi tre decenni, il Progetto Policoro, nella convinzione che ‘il lavoro non si cerca ma si crea’. Così, la Chiesa italiana, molte diocesi e, purtroppo, solo qualche parrocchia, hanno accolto questa sfida, rivedendo la loro azione pastorale nello spirito del tempo di Pasqua, tempo di resurrezione.

Questa spinta, come al solito in ritardo, arriva nelle nostre zone grazie al vescovo Mugione che, giunto a Benevento nel 2006, provò ad attivare il progetto Policoro nel Sannio.

Un’eco giunse anche nella nostra comunità, ma si è rivelato essere un timido tentativo, gestito male e naufragato per l’interesse di pochi.

I tempi, però, stanno cambiando, la Chiesa evolve, in un arco di tempo relativamente breve siamo passati da Giovanni Paolo II a Francesco, attraverso Benedetto XVI e, ora, attendiamo il nuovo Papa che, inevitabilmente, porterà una ventata di novità, desiderata e, speriamo, non disattesa.

A livello locale il vescovo Accrocca si sta facendo sentire sul fronte delle aree interne. Assorbita dalla morte del Papa è passata in sordina l’ennesima visita al presidente Mattarella, per parlare di sviluppo dell’entroterra. Intanto, però, dal basso, la comunità credente, continua a lavorare, tra tante difficoltà, spinta dal dovere di agire nella carità, non perché dobbiamo operare nella caritas, ma perché ce lo chiede il Vangelo.

Giornata Bambini Vittime

Oggi, 4 maggio, si celebra anche la XIX “Giornata dei Bambini Vittime della violenza, dello sfruttamento e dell’indifferenza, contro la pedofilia (GBV)”. Vogliamo collegare questa attenzione della Chiesa per le fasce più vulnerabili al discorso che stiamo portando avanti, ricordando che è possibile trasformare l’impegno cristiano a favore della tutela dei minori, ordinaria e scontata attività pastorale, in un’impresa sociale, al servizio e con il supporto delle fasce più deboli.

Cosa significa, ad esempio, adoperarsi affinché si possano aprire delle comunità educative a dimensione familiare? Prendere in mano la situazione e rispondere, alla luce dell’insegnamento della Chiesa su lavoro e impresa, almeno a tre questioni di forte impatto sociale: la difesa dei minori, l’occupazione, lo spopolamento delle aree interne.

Stiamo perdendo tempo, frenati dall’immobilismo dettato dalla logica dell’opportunismo. Intanto siamo costretti a vedere sprecato, almeno per il momento, il grosso potenziale che il territorio esprime, perché anestetizzati dalle nostre rigidità e incapaci a fare rete.

Conclusione: la Chiesa strumento di salvezza?

Eravamo tutti d’accordo, quando si studiava, che la Chiesa fosse uno strumento di salvezza. Nei fatti sembrerebbe che non ci crede più nessuno, soprattutto i preti. Cosa possiamo fare?

Lasciarsi andare a sua maestà l’opinione pubblica significherebbe annunciare la propria sconfitta. Accogliere il nuovo Papa, chiunque esso sia, continuando ad impegnarsi su questi fronti significherebbe, invece, apportare un contributo concreto al progetto di Dio che, passando attraverso la Creazione, vede l’essere umano protagonista del cambiamento.

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Nella logica di San Giovanni Bosco l’oratorio era un ambiente educativo dove educare buoni cristiani e formare onesti cittadini, soprattutto offrendo loro la possibilità di apprendere un mestiere e, quindi, costruirsi un futuro.

I tempi cambiano insieme ai territori e alle persone, le generazioni maturano assorbendo bisogni indotti dalla società che evolve e i più piccoli restano a guardare, in attesa di essere ricollocati in un sistema che sembra non essere più fatto a misura di bambino.

Spinti dalla passione per l’educazione e dal desiderio di vedere una comunità territoriale crescere anche in accoglienza e attenzione per i minori, l’oratorio di Campolattaro promuove il corso per Operatore dell’Infanzia (OpI), organizzato dall’ente di formazione Albagamma, nell’ambito del programma GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori), gestito dalla Regione Campania, finanziato dall’Unione Europea e accolto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Il corso, completamente gratuito, forma operatori dell’infanzia da occupare nei seguenti ambiti:

– attività di accudimento e animazione rivolta a bambini e famiglie, in strutture residenziali e semiresidenziali (comunità per minori, soggiorni vacanza, reparti ospedalieri);

– servizi e interventi socio-educativi per l’infanzia e la famiglia (servizi educativi e ricreativi territoriali per il tempo libero, centri ricreativi e aggregativi, animazione estiva del tempo libero);

– servizi socio-educativi per la prima infanzia.

L’OpI svolge attività di sostegno alla genitorialità: interventi con/per le famiglie nella scuola e nei servizi o direttamente sul territorio. Inoltre, collabora alle attività di progettazione e realizzazione – soprattutto in supporto alla figura dell’educatore – di iniziative culturali, ricreative ed espressive finalizzate alla socializzazione, allo sviluppo delle capacità creative e relazionali e allo sviluppo delle potenzialità di crescita del bambino.

I destinatari del corso OpI sono: disoccupati, inoccupati, ex percettori RDC, Naspi, DIS-COLL.

Per l’attestazione dei requisiti è indispensabile rivolgersi al Centro per l’impiego di riferimento.

Il corso prevede due fasi: una parte teorica erogata online e lo stage presso l’Oratorio di Campolattaro, gestito dalla Cooperativa Liberamente.

Per ulteriori informazioni: 0824.776756

Gli animatori impegnati nelle attività educative delle parrocchie del territorio, se interessati, possono rivolgersi all’oratorio di Campolattaro per una più approfondita valutazione della proposta.

Il senso morale di una società si misura su ciò che fa per i suoi bambini (Dietrich Bonhoeffer)

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In occasione del giubileo, il Santo Padre incontra la Chiesa di Benevento e, quindi, anche la comunità di Campolattaro.

La nostra parrocchia si aggrega al pellegrinaggio diocesano, guidato dal vescovo di Benevento e partecipa con una sua rappresentanza.

Il programma, per sabato 15 febbraio 2025, è il seguente:

ore  2.00 Partenza

ore  7.00 Arrivo e controlli

ore  9.00 Incontro con papa Francesco

a seguire, S. Messa e passaggio per la porta santa

Tempo libero e pranzo a sacco

ore 16.30  Partenza per rientro

Gli orari potrebbero subire delle variazioni che saranno comunicate tempestivamente.

Quota di partecipazione: € 45 (anticipo € 20 alla prenotazione)

Il pellegrinaggio sarà confermato al raggiungimento di almeno 40 partecipanti.

Le adesioni si raccolgono in chiesa

 

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È stata inaugurata, lunedì 20 gennaio, la Mostra sui Miracoli Eucaristici in Italia, voluta e allestita dalla parrocchia del SS. Salvatore in Campolattaro (BN), da un’idea del beato Carlo Acutis.

Un itinerario in giro per l’Italia, che il visitatore può intraprendere prendendo visione dei 35 pannelli ospitati nella cornice della chiesa di San Sebastiano, che ben si presta ad accogliere iniziative di questo genere.

Si tratta di un percorso di fede, alla riscoperta della forza dirompente dell’Eucarestia nel mondo, ma anche di una proposta di forte spessore culturale, che attraversa la storia della penisola italiana, raccontando il vissuto quotidiano delle comunità locali, con i loro protagonisti dalle storie spesso suggestive.

Un tema, quello dei miracoli eucaristici, che – come spiega il parroco – ha trovato interesse in tutti i continenti, grazie ad un’intuizione di Carlo Acutis, approdando, oltre che nelle parrocchie, anche in oltre 100 università internazionali”.

A Campolattaro la proposta si concentra sui miracoli eucaristici in Italia, proponendo questa “passeggiata” per lo ‘stivale’, alla scoperta di fatti inspiegabili, avvolti dal mistero, miracolosi per chi crede, inspiegabili per chi non vuole aprirsi al trascendente.

Ricordiamo che Carlo Acutis, ragazzo morto nel 2006, ad appena 15 anni, per una leucemia fulminante, sarà canonizzato il 27 aprile, da papa Francesco, in piazza San Pietro.

Un esempio per i giovani (e non solo), di come uno stile di vita evangelico è compatibile con gli strumenti e gli ambienti della società fortemente segnata dalla presenza dei mass media, nella cornice culturale dei social network e, oggi, dell’intelligenza artificiale.

Carlo, infatti, sarà il patrono di internet, per essere riuscito, vent’anni fa, appena adolescente, ad intuire come il web potesse essere un’opportunità, prima ancora che un pericolo, per l’evangelizzazione.

La mostra di Carlo Acutis, sui miracoli eucaristici in Italia, sarà esposta a Campolattaro, presso la chiesa di San Sebastiano, fino al 30 giugno, dal lunedì al sabato, dalle ore 9 alle ore 19, mentre la domenica dalle ore 9 alle ore 13.

Si presta per visite private e di gruppo, per famiglie, giovani, adulti e, in particolare, per i ragazzi che si preparano a ricevere la prima comunione.

La chiesa di San Sebastiano sarà aperta nei giorni stabiliti.

Per visite guidate inviare un messaggio whatsApp a 351.4112223 – 329.0781596

Per info e aggiornamenti: www.chiesacampolattaro.it – info@chiesacampolattaro.it

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A Campolattaro, il 20 gennaio, giorno della festa del Santo Patrono Sebastiano, è iniziato lo stage formativo del II corso di formazione per operatore amministrativo contabile.

Nel rispetto di una tradizione secolare che vede nell’oratorio un luogo di formazione professionale, la parrocchia del Santissimo Salvatore si distingue sul piano delle questioni sociali, fornendo il Centro d’Ascolto Zonale di uno strumento concreto in risposta alle fragilità legate alla precarietà del lavoro nella zona dell’Alto Tammaro e del Sannio.

Grazie ai corsi di formazione previsti dal programma GOL, attivato dalla Regione Campania, in collaborazione con il Centro di Formazione Albagamma e la cooperativa Liberamente, un nutrito gruppo di partecipanti, provenienti da Benevento, Foiano, Pontelandolfo, San Bartolomeo in Galdo,

Sant’Angelo a Cupolo, San Leucio del Sannio, Vitulano, partecipa allo stage organizzato presso l’oratorio locale.

L’iniziativa si inserisce in un progetto educativo più ampio che vede nella rete sociale e nell’alleanza educativa tra istituzioni il punto d forza per la ripresa delle aree interne.

La II edizione del corso per operatore amministrativo contabile sta, quindi, giungendo al termine, ma sono già pronti gli stagisti del corso per Operatore Socio Assistenziale, che partirà prossimamente.

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In occasione della festa del SS. Salvatore, da calendario universale prevista il 6 agosto, giorno della trasfigurazione del Signore, la parrocchia di Campolattaro, in collaborazione con la Pro Loco locale, presenta i Blue Stuff in concerto.

“Dall’estate del 2022 – spiega il parroco – la parrocchia del Santissimo Salvatore in Campolattaro dedica questa festa a tutti i ‘salvatori’, ossia gli operatori di protezione civile, i soccorritori, coloro che sono impegnati, a vario titolo, nelle professioni di aiuto. Un’occasione per ringraziare il ‘buon samaritano’ che, all’occorrenza si fa prossimo delle persone in difficoltà”.

Coprotagonisti dell’evento saranno i ragazzi del Centro Alw Ahih, servizio di accoglienza e assistenza cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale. Centro d’eccellenza presente a Morcone, che nel panorama dei siti d’accoglienza sul territorio nazionale, si distingue per organizzazione e professionalità. “Grazie ad una proficua collaborazione con il centro di Morcone – continua il sacerdote di Campolattaro – siamo riusciti a rendere protagonisti i ragazzi che, giunti in Italia tra tante difficoltà, hanno trovato ad accoglierli, presso i porti italiani, proprio i volontari di protezione civile. Questa è anche la loro festa, poiché il Santissimo Salvatore è anche il loro protettore”.

La festa nasce due anni fa, quando la nuova effige del SS. Salvatore arriva dal lago di Campolattaro per essere accolta dalla comunità a dai rappresentanti della protezione civile. Quest’anno, a causa delle operazioni di svuotamento dell’invaso, non è stato possibile organizzare l’evento sulla diga e, quindi, si è scelta come location la piazzetta, anche per permettere ai partecipanti di poter far visita alla chiesa del SS. Salvatore.

L’appuntamento è per martedì, alle ore 21, quando avrà inizio la serata con il concerto dei Blue Stuff, noto gruppo napoletano, da sempre impegnato sul fronte sociale dei diritti universali.

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Alla cortese attenzione della comunità di Campolattaro

Martedì 26 giugno, presso la chiesa di San Sebastiano in Campolattaro, si è tenuto un sopralluogo da parte dell’equipe dell’Ufficio Tecnico della Curia Arcivescovile di Benevento, per valutare eventuali interventi a seguito della precaria condizione in cui giace il luogo di culto.

Per l’Ufficio Tecnico erano presenti il direttore don Sergio Rossetti; l’ing. Franco Oliviero, l’ing. Lella Imbriani. Ad accoglierli c’erano il parroco, il sindaco ing. Paglia, il vicesindaco Letizia Di Maria.

L’Ufficio Tecnico, prendendo atto dei seri problemi di infiltrazione d’acqua che interessano l’edificio, visibili ad occhio nudo e in parte certificati dai VV.FF., ha ipotizzato un importante intervento risolutivo attraverso l’accesso ai fondi 8xmille della CEI.

Da una prima stima orientativa (che sarà a breve definita meglio e messa a progetto) si tratta di una spesa che oscilla intorno ai 150mila euro. Da prassi, i fondi CEI dell’8xmille finanziano l’80% della spesa, mentre il restante 20% è a carico del committente e, quindi, della parrocchia.

Con il parere favorevole dell’Ufficio Tecnico, il progetto può essere presentato con il N.O. del vescovo e, quindi, essere oggetto di finanziamento. I tempi, però, sono stretti per la consegna e medio-lunghi per la realizzazione. Infatti, se si riuscirà a presentare la documentazione in tempo utile e senza imprevisti burocratici, presumibilmente la prima rata potrebbe arrivare tra circa un anno ed i lavori iniziare nell’autunno del 2025.

Attenzione!

Vista la partecipazione economica della parrocchia, che potrebbe aggirarsi intorno ai 15/20mila euro, il parere della comunità, delle famiglie e soprattutto di chi lamenta la chiusura della chiesa, è fortemente gradito, insieme, evidentemente, ad un impegno personale.

Sembra scontato, infatti, ricordare che la parrocchia non gode di entrate correnti fisse, poiché non ha rendite e neanche è un’attività commerciale. Come anche sarebbe impensabile pensare che si possa mettere qualcosa da parte attingendo alla questua (cestino) della domenica.

Qualora davvero ci sia un interesse a riaprire la chiesa di san Sebastiano, allora, c’è bisogno di recuperare lo spirito di comunità e fare rete con le parti interessate, prime tra tutte il comitato festa e gli enti di promozione del territorio.

Invito le persone di buona volontà, che vogliono partecipare attivamente alla vita della comunità, a farsi avanti per un fraterno colloquio, così da arricchirsi del parere e della presenza di ognuno.

Come pure invito tutti ad interessarsi e partecipare alle iniziative proposte dalla parrocchia, tramite l’oratorio e le sue strutture, poiché finalizzate al coinvolgimento, alla crescita della comunità e allo sviluppo del territorio, ma anche alla possibilità di avere qualche entrata per le spese ordinarie e straordinarie. Per approfondimenti su questi aspetti e/o anche se qualcuno volesse rendersi protagonista, ribadisco l’invito a farsi avanti e a impegnarsi in prima persona.

È finito, infatti, il tempo in cui le parrocchie si reggevano con il cestino della domenica e, aggiungo, anche con le offerte delle famiglie che, per quanto mi riguarda, non possono essere sempre chiamate in causa quando si tratta di raccogliere soldi. Conosciamo tutti i tempi tristi che stiamo vivendo e, quindi, dovremmo comprendere che non si può pretendere sempre dalle famiglie che intervengano economicamente per ogni problema, anche perché risolta una questione subito ce ne sarà un’altra in agguato.

Partecipando, invece, alle iniziative e ai progetti (non ultimo l’apertura del Circolo e della mensa parrocchiale) si ha la possibilità di poter socializzare, confrontarsi, conoscersi meglio ed, eventualmente, anche ricevere un servizio come controparte di un contributo che, in ogni caso, andrà nella cassa della parrocchia per le spese ordinarie ed, eventualmente, straordinarie.

Riapertura provvisoria 

Nelle prossime settimane, allora, troverò il modo di ascoltare il parere della comunità sulla chiesa di san Sebastiano. Intanto vi anticipo che, d’accordo con la Curia, visto il periodo estivo che, normalmente, non dovrebbe portare eccessive piogge ed eventuali conseguenti allagamenti, per la novena e la festa dei Santi Martiri apriremo parzialmente la chiesa di San Sebastiano, con i dovuti accorgimenti per la sicurezza e l’incolumità dei fedeli. Dopo di che, attenderemo l’evolversi della situazione in vista dell’apertura del cantiere, qualora la parrocchia avrà garantito alla CEI e al vescovo la disponibilità ad apportare la sua quota.

Resto a disposizione per ogni chiarimento, felice di incontrare chiunque si sente parte attiva e vuole contribuire alla crescita integrale della comunità di Campolattaro.

Grazie a tutti per l’attenzione.

Il Signore vi doni la Sua Pace

Il Parroco

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Lunedì 17 giugno 2024, presso l’oratorio parrocchiale di Campolattaro, apre ufficialmente il Circolo ACLI Tammaro.

Il circolo, come accade nelle migliori realtà ecclesiali d’Italia, si pone a supporto delle attività ricreative, educative e culturali dell’oratorio. Quest’ultimo condivide le finalità socio-educative delle ACLI che, a loro volta, offrono degli strumenti operativi concreti.

L’oratorio, infatti, è riconosciuto dallo Stato italiano come realtà abilitata a “promuovere la realizzazione di programmi, azioni e interventi finalizzati alla diffusione dello sport e della solidarietà, alla promozione sociale e di iniziative culturali nel tempo libero e al contrasto dell’emarginazione sociale e della discriminazione razziale, del disagio e della devianza in ambito minorile” (Legge n. 206 dell’1/8/2023).

Il circolo ACLI Tammaro è aperto tutti i giornidal lunedì al sabatodalle ore 11:30 in poi.

È possibile condividere il pranzo, ma è gradita la prenotazione entro le ore 11, inviando un messaggio WhatsApp al seguente numero:

371.7806671

Come previsto dalle normative vigenti, per poter aderire ad un circolo culturale e/o ricreativo è necessario tesserarsi.

La quota di tesseramento prevista dal Circolo ACLI Tammaro, per l’anno 2024, è di € 15 e comprende un pasto.

Successivamente, il costo del pasto completo, per i tesserati, è di € 7. Inoltre, per i soci, è possibile sottoscrivere l’abbonamento di € 50, comprensivo di 10 pasti.

L’adesione al circolo ACLI Tammaro permette di entrare a far parte di un’Associazione che in Italia conta circa 980mila tesserati, 8mila strutture territoriali, 4mila circoli, 21 sedi regionali e 105 centri provinciali. La tessera dà diritto all’accesso a tutte queste realtà, oltre all’accesso agevolato a tutti i servizi offerti dalla rete nazionale.

In particolare, il circolo ACLI Tammaro vuole essere un luogo di aggregazione, socializzazione e cultura, al servizio delle attività oratoriane e inserito in un progetto più ampio che guarda verso la ripresa delle aree interne, in particolare dell’Alto Tammaro, auspicando una proficua collaborazione con gli enti e l’associazionismo locale, poiché uniti tutti dallo stesso desiderio di agire per il bene comune e la crescita del territorio.

Sulla pagina web dedicata, sarà possibile trovare gli aggiornamenti, con le iniziative proposte dall’oratorio della parrocchia del SS. Salvatore e dal circolo ACLI Tammaro.

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La parrocchia del SS. Salvatore, grazie alla collaborazione con la cooperativa Passione Educativa che ha stipulato una convenzione con Mestieri Campania, ha la possibilità di accedere al programma GOL, per i tirocini extracurriculari e/o d’inclusione.

L’indennità è di € 500 mensile, per 12 mesi, erogati dalla Regione Campania.

La sede del tirocinio è presso l’oratorio di Campolattaro, in via Chiesa Madre 21.

Beneficiari del progetto sono gli utenti con particolari condizioni di fragilità (lavoro e inclusione).

I candidati devono recarsi presso il Centro dell’Impiego di riferimento per definire il patto di servizio personalizzato, farsi fare il DID e richiedere il C2 storico. Devono poi farsi abilitare alla scelta di un operatore privato su Cliclavoro Campania.

Con tale attestazione potranno accedere al programma.

Per informazioni e/o per essere guidati nella procedura rivolgersi alla referente di Mestieri Campania, attraverso i seguenti contatti:
email: benevento@mestiericampania.com
Tel.: 3288884202 (dott.ssa Anna De Bellis)

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