di Nico Massa
Attenzione al territorio
Bene, la prima pietra è stata cementata. Ora tocca costruire la casa dell’accoglienza. E lavorare, perché di fatica ne occorre tanta. Dunque, le austere mura del castello medioevale di Campolattaro hanno ospitato un incontro, moderato da Christian Frattasi, giornalista di NTR 24, che ha avuto la finalità di gettare le basi alla realizzazione di un Centro di Ascolto Caritas che possa servire la parte bassa della Zona Pastorale Tammaro, identificata con le comunità di Campolattaro, Fragneto l’Abate, Fragneto Monforte, Morcone, Pontelandolfo, San Lupo.
Ne sono promotori i parroci dei comuni, che ben conoscono le problematiche sannite, e se ne fa portavoce don Sergio Rossetti, parroco di Colle Sannita e vicario foraneo, cioè rappresentante del vescovo nel territorio.
Il supporto dell’Amministrazione
“Noi faremo la nostra parte, e ci poniamo in costante posizione di ascolto” – assicura Simone Paglia, ingegnere, sindaco del paese, “ed è indispensabile puntare sui giovani per ricucire il tessuto sociale lacerato dalla pandemia”. Accoglienza, ascolto, orientamento, presa in carico delle problematiche: questi i valori che fanno da perno alla futura attività del Centro.
Un lavoro di equipe
Tiziano Caiazza, assistente sociale e referente per i servizi sociali per il Comune, srotola le sue idee programmatiche. I servizi che si intende offrire alle comunità vertono su un piano materiale, come il market solidale, il taxi sociale, ed uno immateriale, come la fruizione di una serie di consulenze. Per questo è indispensabile creare una rete sociale che interagisca con le istituzioni, le associazioni e tutto quanto di costruttivo propone il territorio sannita.
Gli uffici del Centro d’Ascolto saranno ospitati presso i locali della Chiesa di San Sebastiano, gli incontri saranno programmati e rigorosamente singoli.
Già tre i volontari campolattaresi che hanno garantito la loro competenza professionale: Fabiana Mancini, psicologa, Mariella Mobilia, insegnante, e lo stesso Caiazza. A tutela di una maggiore privacy, poi, ogni cittadino incontrerà i responsabili provenienti da comunità diverse dalla propria.
Allargare i propri orizzonti
Le problematiche della comunità le conosce bene anche Daria Barca, assistente sociale presso il comune di Campolattaro: “il Centro può rappresentare l’opportunità di allargare i propri orizzonti, perché le pressanti difficoltà spingono il cittadino a chiudersi in se stesso; si forma, così, un mondo sommerso e parallelo, dove, ostacolati anche dal personale senso di dignità, si è refrattari ad aprirsi e chiedere un sostegno psicologico”.
Il parere del medico
E già, perché la salute della persona si gioca anche su questi elementi. Ce l’hanno insegnato i romani, quelli antichi, con la massima mens sana … , già un paio di millenni fa. Pertanto sarà chiamato ad un lavoro supplementare anche Loris Micco, medico di medicina generale, che vede nell’educazione sanitaria e nella profilassi dei ruoli per niente secondari tra le abitudini di ogni cittadino.
L’importanza della formazione
Tutto questo va bene, certamente, però bisogna camminare tra i binari e le regole dettate dalla Caritas Diocesana, ammonisce Pasquale Zagarese, direttore della Caritas a Benevento. Per Zagarese è importante un percorso di formazione degli operatori, lavorare sul “noi” per creare un ascolto empatico con le persone, evitando accavallamenti e sovrapposizione di ruoli. Ma il suo appoggio c’è, e lo ha confermato, a microfoni spenti, nei rituali incontri conclusivi.
In risposta ai percorsi di disumanizzazione
Viviamo tempi difficili, si sa. Alla pandemia sono seguite drammatiche situazioni internazionali che stanno frustando pesantemente l’economia italiana. Ed appare ancora più paradossale che alle ataviche problematiche dell’uomo, tante ancora irrisolte, se ne siano aggiunte di nuove. S.E. Felice Accrocca, Arcivescovo di Benevento, le snocciola tutte. Bullismo, solitudine, alcolismo, uso di sostanze stupefacenti, ludopatia. E ci si mette anche lo smartphone, assunto ormai al ruolo di protesi umana, a creare i suoi buoni problemi: dipendenza, isolamento sociale, danni alla vista, cattiva postura. Le soluzioni possibili sono sempre lì, e sempre quelle: ascolto, dialogo, solidarietà, creazione di reti sociali e collaborazione tra gli enti, cercando di non cadere in un percorso di disumanizzazione, che tanto preoccupa il nostro Arcivescovo.
Un’esperienza che continua
Non ha preso la parola, però sta lavorando molto al progetto, don Alessandro Grimaldi. Parroco a Campolattaro da una manciata di mesi, don Alessandro da subito si è integrato con la comunità ed ha avviato una serie di iniziative rivolte alle varie fasce di età. Di origini napoletane, don Alessandro già 12 anni fa ha avviato il primo Centro di Ascolto a San Martino Sannita. E pare proprio che le medaglie se le sia guadagnate sul campo, visto che Corrado di Luca, Luogotenente dei Carabinieri in San Giorgio del Sannio, ha inteso donare un’automobile per le opere sociali portate avanti.
Eh già, perché, come diceva quel vecchio avvocato americano, peraltro agnostico, “le mani che aiutano sono più sante delle labbra che pregano”.



