Riflessione da parroco
Mercoledì 19 luglio, piazzetta Chiesa Madre, mancano 3 minuti all’inizio della Messa, i rappresentanti delle Forze dell’Ordine ci sono tutti, guardo la piazza e vedo le sedie davanti al palco vuote. Se non avessi avuto prontezza di come si muovono i miei “polli” avrei pensato ad una grande figura di niente!
In effetti molti erano già lì e osservavano da lontano! Li invitiamo a sedersi e, come per magia, quando arrivo all’altare, l’impatto con la piazza è positivo, tutte le sedie erano occupate … sospiro di sollievo!
L’unico evento organizzato nella provincia di Benevento per il XXXI anniversario della strage di via D’Amelio iniziava con buone premesse, almeno da un punto di vista formale, infatti, mi sono bastati pochi secondi per vedere chi mancava. Non è stato difficile, viste le sedie riservate rimaste vuote.
Dal portale della parrocchia, nuovo pulpito dell’era digitale, voglio soffermarsi su questo, illudendomi che qualcuno si dia alla lettura, magari attirato dal titolo che spero sia abbastanza provocatorio. La sintesi della giornata la trovate sulla nota pubblicata dai giornali.
Si, è mia intenzione, in questa sede, “fare la predica” a chi, per scelta o per indifferenza, ha deciso di non partecipare. Non ho la pretesa che si debba per forza aderire ad ogni evento e prima che lo pensate voi, ve lo dico io: ognuno è libero di agire come meglio crede, secondo la propria coscienza e il suo modo di pensare. La questione è un’altra: non tutti sanno “campare”!
Per evitare che qualcuno si senta chiamato in causa o, meglio, per far sì che si comprenda bene chi deve sentirsi coinvolto, voglio specificare subito che mi sto rivolgendo a chi è stato invitato, non attraverso la semplice locandina, ma con invito formale PERSONALE, ossia consegnato di persona.
Educazione vorrebbe che se vi viene consegnato un invito stampato, inserito in una busta con il vostro nome sopra, come minimo dovreste dare un cenno di adesione o informare della vostra assenza “per impegni istituzionali”. E già, perché mi rendo conto che stare davanti al bar, mercoledì 19 luglio, alle ore 19, era un impegno altrettanto importante come l’ascoltare il Procuratore della Repubblica che, in quel momento, si rivolgeva direttamente alla comunità di Campolattaro.
All’evento si è parlato di collusione tra politica e mafia, dello sviluppo delle aree interne, della responsabilità di ogni cittadino anche rispetto ai lavori della diga … giustamente sono argomenti che non vi interessano, ma abbiate almeno la decenza di rispondere ad un invito.
Voglio essere ancora più chiaro. Non faccio nomi e cognomi perché non ce l’ho con nessuno. L’invito era rivolto a quell’associazionismo che dovrebbe essere la forza di Campolattaro, ma che è incapace di lavorare in rete. Coscienza civica e responsabilità civile avrebbero richiesto un contatto in alternativa alla rappresentanza.
Allora, per favore, vi voglio bene, ma non lamentatevi se alle vostre iniziative non partecipa il paese e, soprattutto, non “pigliatevi collera” se non avete troppa collaborazione nell’organizzazione. A tutti, ogni tanto, piace assumere atteggiamenti parassitari, sfruttando gli interessi degli altri e trovando “o cocco ammunnato e buono”.
Ringrazio tutti coloro che hanno permesso che l’evento riuscisse: Sindaco, Amministrazione comunale, Comitato festa, Forum dei Giovani, Libera Benevento, AGESCI, Dottor Policastro e collaboratori, chi ha animato la S. Messa, chi ha preparato l’altare, chi ha realizzato la panchina gialla, chi ha sudato con noi per allestire la piazza, il vigile urbano, i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, tutti i presenti, chi voleva venire e non è riuscito, chi è stato invitato e ha comunicato la sua assenza, coloro che mi dimentico e che sanno di aver contribuito.
A tal proposito concludo con un chiarimento. Sono io quello che si aspettava una maggiore presenza dei sindaci o dei loro delegati. Alcuni sono venuti, qualcuno ha giustificato l’assenza, ad altri sarà sfuggita la pec tra le tante che arrivano ogni giorno. Loro rappresentano un’istituzione e conoscono le regole: quando arriva una comunicazione scritta, buon senso vuole che si risponda e la formalità istituzionale richiede che avvenga per iscritto.
Il parroco