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In occasione del workshop organizzato dalla branca R/S di AGESCI Campania, una rappresentanza dei clan degli scout, ha partecipato all’evento organizzato sabato 11 e domenica 12, a Campolattaro, dal titolo “Acqua in bocca”.

I giovani, provenienti da diversi gruppi della regione (Salerno, Angri, Cava dei Tirreni, Varcaturo, Acerra, Capua, Caserta, Nola e Vicenza), hanno incontrato la comunità locale animando la celebrazione della S. Messa con i canti e il servizio all’altare. Durante l’omelia il parroco ha ricordato che, nella solennità dell’Ascensione, la Chiesa celebra la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, riflettendo sul messaggio del Papa che, per il 2024, invita a riflettere sull’intelligenza artificiale.

L’argomento, trovato interessante dai partecipanti, è stato ripreso informalmente in seguito, quando al termine della Messa, dei ragazzi si sono soffermati sul tema della Giornata.

Nella seconda parte della mattinata, gli scout sono stati accompagnati presso il lago, dove sono stati assistiti dai volontari dell’ASD CanoaVela per il giro in canoa lungo la costa dell’Oasi del WWF. Di seguito hanno visitato il parco naturale, dove si sono soffermati ad ascoltare tre rappresentanti del territorio che, a titolo diverso, hanno testimoniato il potenziale della zona.

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Con una lettera inviata a tutti i sacerdoti dell’arcidiocesi di Benevento, l’arcivescovo Felice Accrocca comunica la decisione della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana di indire una colletta nazionale, da tenersi in tutte le chiese italiane, domenica 18 febbraio, “quale segno concreto di solidarietà e partecipazione di tutti i credenti ai bisogni, materiali e spirituali, delle popolazioni colpite”.

L’invito è rivolto innanzitutto ai parroci, affinché sensibilizzino le comunità parrocchiali in previsione della raccolta.

Come sottolinea l’arcivescovo, il conflitto in Terra Santa ha raggiunto proporzioni immani. La sensibilità di Accrocca, a nostro modo di vedere, pone in evidenza una questione che non è né palestinese né israeliana, ma riguarda un territorio di intensissimo spessore simbolico per cristiani, ebrei, musulmani e, quindi, per miliardi di persone nel mondo che si professano credenti. Per queste persone e non per coloro che indirizzano le politiche internazionali secondo logiche perverse, questa terra è santa.

Così, le vere notizie, filtrate dalla manipolazione mediatica, arrivano tramite la Chiesa ed il Papa, in costante contatto con la parrocchia della Sacra Famiglia in Gaza, unica comunità cattolica della striscia, ma anche grazie alla presenza della comunità cristiana a Gerusalemme e in altre città dello stato d’Israele.

La situazione è drammatica, continuano gli sfollamenti e famiglie con bambini sono costrette a lasciare le loro abitazioni, indirizzandosi verso le tendopoli, alcune con la speranza di raggiungere il confine. Ritorna l’immagine di ospedale da campo, tanto cara a Francesco, per dire la Chiesa.

L’appello, allora, si estende a tutte le persone di buona volontà, alle quali si offre un motivo in più per andare in chiesa e iniziare, così, per bene, la quaresima, tempo forte per la conversione che passa attraverso la preghiera, il digiuno e la carità, pratiche insensate se non orientate verso chi sta in difficoltà.

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San Francesco di Sales, patrono degli operatori della comunicazione

In occasione della memoria di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e degli operatori della comunicazione, come ogni anno celebrata il 24 gennaio, la parrocchia del Santissimo Salvatore in Campolattaro ha il piacere di comunicare la nascita de Il Tammaro, piattaforma online di informazione e, soprattutto, promozione del territorio.

 

Frutto di una ricerca sul territorio

L’iniziativa nasce in seno ad una ricerca effettuata in ambito accademico, dal dottor Giuseppe Umberto Piscopo, che si è concretizzata con la discussione di una tesi di laurea magistrale in Scienze religiose dal titolo “Parchi Culturali Ecclesiali: in rete per lo sviluppo delle aree interne. Una proposta per l’Arcidiocesi di Benevento”.

La ricerca di campo, sul potenziale turistico dei siti d’interesse culturale presenti sulla zona dell’Alto Tammaro, si è conclusa proprio con la realizzazione di uno spazio online.

 

Oltre il giornale, per la promozione del territorio

Il Tammaro nasce con un impianto giornalistico, ma vuole essere anche qualcosa in più rispetto al portale di informazione. Non ricercando lo scoop fine a sé stesso, infatti, si propone come missione la promozione del territorio, raccogliendo, in rete le migliori iniziative degli 11 Comuni che costituiscono l’area dell’Arcidiocesi di Benevento denominata Zona Pastorale Tammaro: Campolattaro, Castelpagano, Circello, Colle Sannita, Fragneto L’Abate, Fragneto Monforte, Morcone, Pontelandolfo, San Lupo, Santa Croce del Sannio, Sassinoro.

Con una sezione dedicata ad ogni singolo Comune, Il Tammaro proverà a raccontare la vita sociale ed ecclesiale, le iniziative, gli eventi, ma anche i siti d’interesse culturale presenti.

Fiore all’occhiello del portale è, infatti, lo spazio dedicato agli itinerari turistici, con proposte per ogni esigenza e schede di presentazione.

 

In rete con le realtà locali

Il portale è online in una versione beta e, quindi, sicuramente da completare nelle sue proposte. A tal proposito si rende necessaria la collaborazione della comunità locale, in particolar modo dei sindaci e delle amministrazioni comunali, ma anche dell’associazionismo locale impegnato nella promozione del territorio (es. le Pro Loco).

Un primo ringraziamento va al sindaco del Comune di Campolattaro, ing. Simone Paglia che, condividendo le finalità del progetto, ha fornito la sede per l’allestimento della prima redazione.

Da questo momento, la redazione de Il Tammaro sarà felice di incontrare i Comuni coinvolti, interessati alla presentazione del portale sul loro territorio, per cercare, insieme, di creare rete, poiché tutti animati dal desiderio di contribuire, ognuno con la sua parte, allo sviluppo integrale delle aree interne.

 

Per info:

Il Tammaro

Comunicazione e cultura – Turismo e tempo libero

Via Pescolombardo, n. 2

82020 Campolattaro (BN)

E.mail: redazione@iltammaro.it

www.iltammaro.it

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Erano altri tempi, certamente, ma la testimonianza di Sebastiano credo sia di forte attualità. Soldato romano, a quanto pare pretoriano, quindi affidato alla guardia del corpo dell’imperatore, fedele allo Stato, ma, prima ancora, alla sua fede, senza essere, però, obiettore di coscienza.

 

Con gli occhi di oggi, Sebastiano sarebbe un dipendente dello Stato che non si appellerebbe all’obiezione di coscienza, poiché questo non gli permetterebbe di occupare un posto utile per stare sia vicino ai perseguitati che agli uomini di potere.

 

Sebastiano ha preferito continuare la sua carriera per poter avvicinare i prigionieri e supportarli nelle loro convinzioni, senza arrendersi alla logica del tiranno, ma anche per stare accanto agli “uomini di palazzo” e ai suoi “colleghi” e poter annunciare il vangelo a tutti.

 

Si, sembrano altri tempi, paradossalmente più moderni rispetto ad un’immagine di Chiesa che classifica i credenti in base al tempo dedicato alla parrocchia, all’oratorio, alle feste dei santi.

Non c’è da stupirsi, poiché lo abbiamo studiato a scuola che la Chiesa contemporanea, almeno nei suoi pronunciamenti degli ultimi 60 anni, auspica un ritorno alle origini, ai primi secoli, quando, appunto, i cristiani come Sebastiano non si staccavano dalla società, ma cercavano di abitarla attivamente e con responsabilità.

 

Provocatoriamente mi viene da pensare che era più facile prima, quando si sapeva che l’imperatore voleva “farti fuori” e non pensava al benessere del popolo, rispetto ad oggi, dove, invece, ipocritamente si predica la necessità di essere uniti e poi, invece, nei nostri contesti sociali ed ecclesiali, l’attribuzione del merito precede la bontà di iniziative che, già da un punto di vista comunicativo, potrebbero essere un’opportunità per la crescita della comunità.

 

E così, in un momento storico dove gli organi di partecipazione e gli strumenti di comunicazione dovrebbero garantire l’adesione democratica del popolo alla vita della comunità, si viaggia da soli, con i propri limiti, infelici e incapaci di riconoscere gli errori.

 

Questo non deve scoraggiare, non si può avere la pretesa che per forza si debbano condividere le proprie visioni. Prendiamo atto e andiamo avanti, con chi vuole camminare insieme, biasimando chi non ci arriva, senza esclusioni, perché anche se in una famiglia a volte non si va d’accordo, bisogna sempre essere aperti al dialogo.

 

Ci affidiamo a San Sebastiano che, tra l’altro, è anche invocato contro le epidemie, affinché il virus dell’incomprensione trovi quante più persone vaccinate.

 

Intanto preghiamo con le parole che, in questi giorni, gli abbiamo elevato nella preghiera in preparazione alla sua festa:

 

“O invitto martire, Sebastiano, … a te e alla tua potente intercessione raccomandiamo fiduciosi tutti coloro che si affidano alla tua protezione: le nostre famiglie, perché custodiscano l’amore; gli adulti, perché diventino operatori di pace e di giustizia; gli anziani e i morenti, perché guardino con serena fiducia al traguardo che li attende; i ragazzi e i giovani, perché siano coraggiosi testimoni di Cristo; i peccatori e gli erranti, perché riscoprano la bontà del Padre e la dolcezza del suo perdono.”

A.G.

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XVI Domenica del Tempo Ordinario

Nella prima lettura che si ascolta domenica 30 luglio nelle chiese, viene riportata la preghiera che Salomone, giovane re d’Israele, eleva al Signore, consapevole dei suoi limiti rispetto al grande mandato ricevuto da Dio, di governare un popolo. Nel 1° Libro dei Re così si legge:

“Signore, mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide, mio padre. Ebbene io sono solo un ragazzo; non so come regolarmi. Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che hai scelto, popolo numeroso che per la quantità non si può calcolare né contare. Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare questo tuo popolo così numeroso”.

Colpisce che la richiesta che il ragazzo rivolge a Dio è quella di un cuore docile che sappia distinguere il bene dal male. In altri termini, forse un po’ autoreferenziali, ma ritengo ancora abbastanza circostanziali, Salomone chiede la capacità di discernimento difronte alle scelte e, quindi, la possibilità di prendere le decisioni giuste per il popolo.

Birra vs Cultura, una partita persa

Saper compiere le scelte giuste nella vita è tanto importante quanto complicato. A volte scegliere anche su questioni apparentemente banali come, ad esempio, dove andare a trascorrere una normalissima serata di mezz’estate, può cambiarti la vita o, almeno, fare la differenza.

Penso alle proposte di questi giorni nei paesi del bacino del Tammaro, con un programma molto ricco, per tutti i gusti. In particolare rifletto sulle scelte di una popolazione, quella delle aree interne che, forse, nonostante non manchi di manifestare periodici picchi di depressione per la propria condizione, prova ad attivare dei meccanismi di autoregolazione dell’umore sociale, prodigandosi nell’organizzazione dell’estate autoreferenzialmente oggettivata dalla circoscrizione del proprio paese.

Ed allora si può scegliere tra un’iniziativa di elevato spessore culturale, dove la presenza di professionisti è posta a garanzia di contenuti che, attraverso il linguaggio dello spettacolo, come richiesto da ogni forma d’arte, elevano lo spirito, ed una stimolante festa della birra che, se vissuta come si deve, trasforma la serata in un evento più comico del festival dei cortometraggi comici.

Non si tratta di una sfida, ma di una costatazione circa la capacità di scelta, orientata dal contesto culturale che, certamente, non può tradire se stesso. In un territorio dove si beve tutto l’anno, non puoi aspettarti che si rinunci alla festa della birra per un evento unico nel suo genere, significherebbe andare contro la propria natura.

I governanti del popolo

Qui scendono in campo i “governanti” del popolo che, per definizione, dovrebbero porsi al servizio della loro gente, non assecondando le richieste, ma educando i bisogni. Possiamo accettare di pensare che la Chiesa sia un’agenzia educativa chiamata a “governare” il suo popolo, solo se il termine “governo” risuona spontaneo nella mente di chi ha questa responsabilità come servizio per il bene comune e, quindi, di ognuno.

Purtroppo, indipendentemente dal gradimento del ruolo, un “governante” non dovrebbe starsi zitto per quieto vivere. Non dovrebbero farlo soprattutto genitori ed insegnanti che, come i preti, non necessitano del consenso conquistato ad ogni costo per potersi mantenere nel loro ruolo. È in gioco la libertà di agire secondo coscienza, anche se impopolari, perché liberi da condizionamenti esterni politicamente scorretti.

Se esiste il male è perché esiste il bene

Ed allora, ben venga la pluralità della proposta, poiché diversamente non ci sarebbe una vera possibilità di scelta e, quindi, la propria libertà sarebbe solo un’illusione. Il male esiste ed è messo in evidenza proprio dal bene, poiché come dice Lady Gaga: “le ombre sono la prova che la luce splende”.

A.G.

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Riflessione da parroco

Mercoledì 19 luglio, piazzetta Chiesa Madre, mancano 3 minuti all’inizio della Messa, i rappresentanti delle Forze dell’Ordine ci sono tutti, guardo la piazza e vedo le sedie davanti al palco vuote. Se non avessi avuto prontezza di come si muovono i miei “polli” avrei pensato ad una grande figura di niente!

In effetti molti erano già lì e osservavano da lontano! Li invitiamo a sedersi e, come per magia, quando arrivo all’altare, l’impatto con la piazza è positivo, tutte le sedie erano occupate … sospiro di sollievo!

L’unico evento organizzato nella provincia di Benevento per il XXXI anniversario della strage di via D’Amelio iniziava con buone premesse, almeno da un punto di vista formale, infatti, mi sono bastati pochi secondi per vedere chi mancava. Non è stato difficile, viste le sedie riservate rimaste vuote.

Dal portale della parrocchia, nuovo pulpito dell’era digitale, voglio soffermarsi su questo, illudendomi che qualcuno si dia alla lettura, magari attirato dal titolo che spero sia abbastanza provocatorio. La sintesi della giornata la trovate sulla nota pubblicata dai giornali.

Si, è mia intenzione, in questa sede, “fare la predica” a chi, per scelta o per indifferenza, ha deciso di non partecipare. Non ho la pretesa che si debba per forza aderire ad ogni evento e prima che lo pensate voi, ve lo dico io: ognuno è libero di agire come meglio crede, secondo la propria coscienza e il suo modo di pensare. La questione è un’altra: non tutti sanno “campare”!

Per evitare che qualcuno si senta chiamato in causa o, meglio, per far sì che si comprenda bene chi deve sentirsi coinvolto, voglio specificare subito che mi sto rivolgendo a chi è stato invitato, non attraverso la semplice locandina, ma con invito formale PERSONALE, ossia consegnato di persona.

Educazione vorrebbe che se vi viene consegnato un invito stampato, inserito in una busta con il vostro nome sopra, come minimo dovreste dare un cenno di adesione o informare della vostra assenza “per impegni istituzionali”. E già, perché mi rendo conto che stare davanti al bar, mercoledì 19 luglio, alle ore 19, era un impegno altrettanto importante come l’ascoltare il Procuratore della Repubblica che, in quel momento, si rivolgeva direttamente alla comunità di Campolattaro.

All’evento si è parlato di collusione tra politica e mafia, dello sviluppo delle aree interne, della responsabilità di ogni cittadino anche rispetto ai lavori della diga … giustamente sono argomenti che non vi interessano, ma abbiate almeno la decenza di rispondere ad un invito.

Voglio essere ancora più chiaro. Non faccio nomi e cognomi perché non ce l’ho con nessuno. L’invito era rivolto a quell’associazionismo che dovrebbe essere la forza di Campolattaro, ma che è incapace di lavorare in rete. Coscienza civica e responsabilità civile avrebbero richiesto un contatto in alternativa alla rappresentanza.

Allora, per favore, vi voglio bene, ma non lamentatevi se alle vostre iniziative non partecipa il paese e, soprattutto, non “pigliatevi collera” se non avete troppa collaborazione nell’organizzazione. A tutti, ogni tanto, piace assumere atteggiamenti parassitari, sfruttando gli interessi degli altri e trovando “o cocco ammunnato e buono”.

Ringrazio tutti coloro che hanno permesso che l’evento riuscisse: Sindaco, Amministrazione comunale, Comitato festa, Forum dei Giovani, Libera Benevento, AGESCI, Dottor Policastro e collaboratori, chi ha animato la S. Messa, chi ha preparato l’altare, chi ha realizzato la panchina gialla, chi ha sudato con noi per allestire la piazza, il vigile urbano, i rappresentanti delle Forze dell’Ordine, tutti i presenti, chi voleva venire e non è riuscito, chi è stato invitato e ha comunicato la sua assenza, coloro che mi dimentico e che sanno di aver contribuito.

A tal proposito concludo con un chiarimento. Sono io quello che si aspettava una maggiore presenza dei sindaci o dei loro delegati. Alcuni sono venuti, qualcuno ha giustificato l’assenza, ad altri sarà sfuggita la pec tra le tante che arrivano ogni giorno. Loro rappresentano un’istituzione e conoscono le regole: quando arriva una comunicazione scritta, buon senso vuole che si risponda e la formalità istituzionale richiede che avvenga per iscritto.

 

Il parroco

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In occasione del XXXI anniversario della strage di via D’Amelio, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, dott. Aldo Policastro, visiterà la comunità di Campolattaro, nell’ambito di un’iniziativa organizzata dall’amministrazione comunale, la parrocchia, il coordinamento provinciale di Libera, l’AGESCI della Zona Samnium.

Il programma si apre con la celebrazione della S. Messa in suffragio di Paolo, Agostino, Walter, Claudio, Emanuela, Vincenzo, caduti per mano della mafia il 19 luglio 1992 a Palermo.

Di seguito interverranno per i saluti: Simone Paglia, sindaco del Comune di Campolattaro; Michele Martino, referente di Libera Benevento; le autorità presenti.

La parola passerà ai giovani, con la testimonianza dell’Alta Squadriglia del Reparto “Genesis” del Gruppo AGESCI Benevento 2.

Chiuderà la serata il dottor Policastro, ritornando l’impegno ed il sacrificio delle vittime della strage.

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Dal 26 giugno all’11 luglio, presso l’oratorio parrocchiale di Campolattaro, attività educative estive per fanciulli e ragazzi.

Le iscrizioni sono settimanali e saranno raccolte il venerdì precedente.

Per la prima settimana si accoglieranno i genitori lunedì 26 e in quella sede sarà possibile formalizzare l’adesione.

Per ulteriori info e aggiornamenti consultare la pagina dedicata.

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Alla fine ce l’abbiamo fatta, la pioggia non ha fermato i festeggiamenti in onore del Corpus Domini!

L’avventura è iniziata sabato pomeriggio, quando il gruppo promotore si è ritrovato in piazza per allestire i caratteristici quadri.

Gli organizzatori hanno sfidato il tempo e, lavorando sotto la pioggia, sono riusciti a portare a termine l’opera.

Purtroppo il temporale notturno ha danneggiato i quadri e, così, la domenica mattina, si è tornati sul luogo del misfatto per riparare i danni.

Il grosso del lavoro era fatto, anche se il progetto iniziale prevedeva dei quadri anche in altri punti del paese.

A questo punto la tradizionale processione del Corpus Domini poteva partire … sempre minacciata dall’acqua che, a Campolattaro, manca dai rubinetti, ma non dal cielo.

Ma anche in questo caso la provvidenza ci ha assistito. Ha smesso di piovere non appena siamo usciti dalla chiesa madre, per riprendere nel momento finale della processione, terminata presso la chiesa di S. Sebastiano.

Grazie a tutti coloro che hanno contribuito ad aggiungere un tassello importante nella costruzione permanente della comunità di Campolattaro.

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Domenica 14 maggio, andiamo a Pompei. Dopo l’esperienza suggestiva del passaggio della statua della Madonna delle Grazie per Campolattaro, in occasione del mese di maggio, vogliamo vivere una giornata segnata dal piacere di stare insieme e di vivere un’esperienza di comunitò

L’itinerario proposto vuole accontentare tutti, giovani e adulti. Avremo la possibilità di visitare gli scavi e di apprezzare lo spessore culturale di un sito archeologico ricco di novità costanti; ma anche il piacere di far visita al Santuario, per presentare, ai piedi dell’altare del santuario della Madonna di Pompei, la nostra comunità, con le sue aspettative e le sue speranze.

Per prenotarsi contattare gli incaricati indicati sulla locandina.

Vi aspettiamo numerosi.

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