L’Immacolata dignità della donna nella Chiesa

Posted on Dicembre 8, 2025

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L’Immacolata dignità della donna nella Chiesa

Riflettere su Maria concepita senza peccato originale, mai come in questi tempi, significa approfondire il ruolo della donna nella storia della salvezza e la sua straordinaria dignità nella Chiesa e nella società.

Le letture proposte dalla liturgia, per il giorno dell’Immacolata, ricordano che la donna è stata creata a immagine e somiglianza di Dio, con una dignità intrinseca e una libertà di scelta che la rendono coprotagonista della storia.

Attraversando i secoli e i millenni, da Adamo ed Eva alla Chiesa di Leone XIV, appare evidente come il contributo della donna sia stato fondamentale e insostituibile. È indiscutibile, infatti, che scavando nella cultura patriarcale è possibile ritrovare il senso di una donna che, se non ci fosse stata, la storia sarebbe andata diversamente.

È un dato di fatto che nelle realtà ecclesiali sono spesso le donne a guidare il cammino di crescita integrale, attraverso gli itinerari di catechesi, la preparazione ai sacramenti e la formazione umana e cristiana dei bambini, dei giovani e degli adulti.

Essendo, purtroppo, la Chiesa composta da esseri umani, è anche il riflesso della società e, quindi, come per gli insegnanti nella scuola, avere un ruolo educativo, dal quale dipende lo spessore spirituale della comunità credente, non è abbastanza per qualcuno. Allora, ben venga accogliere il contributo che una sensibilità femminile può apportare nella gestione quotidiana della comunità, rendendo visibile la maternità della Chiesa anche nei ruoli di responsabilità dove è possibile dare spazio al ministero regale.

Come abbiamo visto in quest’ultima settimana, a creare problema è l’accesso al sacramento dell’Ordine, in particolare al suo primo grado: il diaconato permanente. Qualche esperto direbbe che stiamo su due piani diversi e che la questione si sposta dalla prospettiva pastorale a quella sacramentale.

Intanto, però, come ha ricordato anche papa Francesco nell’Evangelii Gaudium, bisogna anche stare attenti a non identificare troppo la potestà sacramentale con il potere. Già Bergoglio, nel 2013, poneva la questione in termini di sfida e chiamava in causa gli addetti ai lavori: “Qui si presenta una grande sfida per i pastori e per i teologi, che potrebbero aiutare a meglio riconoscere ciò che questo implica rispetto al possibile ruolo della donna lì dove si prendono decisioni importanti, nei diversi ambiti della Chiesa.

In altre parole, la dignità di ogni donna nella Chiesa non è misurata dalla possibilità di accedere all’Ordine sacro. Il momentaneo diniego all’accesso al diaconato femminile (o la necessità di ulteriore studio teologico) non toglie assolutamente nulla alla dignità fondamentale della donna e ai ruoli di responsabilità che essa può pretendere nell’azione di governo.

Basti pensare che Maria, in cielo, celebra in Cristo il banchetto eterno, partecipando in pieno al ministero sacerdotale del Figlio e questo, in un luogo ‘serio’ come il Paradiso, non crea certamente scandalo. Il punto da approfondire, infatti, secondo me, è proprio quello del sacerdozio comune di tutti i fedeli.

Del resto, come vi ho fatto notare altre volte, paradossalmente, dalla stirpe sacerdotale arriva Maria, mentre Giuseppe era discendente della stirpe regale.

Contemplando l’Immacolata, quindi, ringraziamo il Signore per il dono della dignità femminile. Questo contributo è linfa vitale per la fede personale e l’azione della Chiesa, poiché dietro ogni cristiano c’è una grande donna.