La prima comunione per un futuro all’insegna della comune unione

Posted on Giugno 1, 2025

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La prima comunione per un futuro all’insegna della comune unione

Quando in una piccola comunità si celebrano le prime comunioni, il momento di gioia e di festa dovrebbe coinvolgere tutti, soprattutto se si pensa che domenica 1 giugno la Chiesa celebra il giubileo delle famiglie, dei bambini, dei nonni e degli anziani.

Non una domenica come le altre, anche perché, oltre ad essere ancora nel tempo di Pasqua, sono passati 40 giorni dalla Resurrezione e, oggi, celebriamo l’Ascensione di Gesù al cielo. Per l’occasione, questa, da 59 anni, è la domenica che la Chiesa ha scelto per celebrare la Giornata Mondiale per le Comunicazioni Sociali.

L’Eucaristia, autostrada per il cielo

Quanti spunti di riflessione per un solo giorno, anche per una piccola comunità come quella di Campolattaro, dove, come se non bastasse, a supporto della Prima Comunione, arriva Carlo Acutis con la sua mostra sui miracoli eucaristici, per ricordarci che l’Eucaristia è l’autostrada per il cielo. Un connubio perfetto con le prime comunioni, per otto ragazzi che, sui passi di un giovane morto a 14 anni, oggi vivono l’esperienza della comunità in comunione, ci auguriamo anche solo dal punto di vista del significato simbolico, purché univocamente interpretato.

Alessia, Greta, Eliana, Nicolas, Pietro, Santiago, Sebastian e Valerio, se non ci fossero loro, Campolattaro avrebbe una possibilità in meno di pensarsi ancora viva in futuro, poiché, purtroppo, dagli adulti sembrerebbe che ci sia ancora poco d’aspettarsi.

Se solo questa fosse l’occasione per far celebrare la prima comunione ai genitori, avremmo fatto un grosso passo avanti, non per riempire le chiese, ma perché a non rendere sempre la comune unione nelle nostre comunità è spesso quella superficialità di fondo che offusca la capacità relazionale e, quindi, la possibilità di una comunicazione costruttiva.

 “Condividete con mitezza la speranza che sta nei vostri cuori” (1Pt 3,15-16)

Il titolo del messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni lo trovo molto ingenuo, poiché dà per scontato che nei nostri cuori ci sia ancora speranza. Ho difronte a me questi ragazzi e immagino che il suggerimento di Pietro riguardi innanzitutto loro.

Colpisce che, per questa prima domenica di giugno, ad accompagnarci sia ancora papa Francesco che, a gennaio, pubblicò il testo del messaggio che avremmo dovuto meditare per l’occasione. Bergoglio invita a disarmare la comunicazione dall’aggressività che, ultimamente, complici i social, la caratterizza.

Attenzione, però, a non capovolgere la situazione. Non sono i social che ci rendono cattivi, ma è la nostra aggressività che emerge grazie a strumenti neutri che qualcuno utilizza tirando fuori il peggio di sé. Perché i mostri o non esistono o sono prigionieri dentro di noi e basta che si crei la condizione ‘giusta’ affinché emergono. Dentro di noi e non intorno a noi c’è l’inferno. Fiamme che si alzano per dividere e che possono essere spente dalla Comunione, perché a Gesù non piace dividere, ma moltiplicare.

Festeggiamo la Repubblica con il tricolore a lutto

Oggi è la festa dei bambini della parrocchia, ci auguriamo che non diventino adulti prima che la loro innocenza ci coinvolga. Domani, invece, lunedì 2 giugno, è la festa della Repubblica italiana. Il tricolore è a lutto, si aggiunge un nero che rimanda alla bandiera della Palestina. Cosa può fare un bambino della prima comunione per i suoi coetanei della striscia di Gaza? Potrebbe provare ad entrare in comunione con loro e contribuire a creare una unione comune sul fronte della Pace.