La festa della birra per non dimenticare chi siamo

Posted on Luglio 29, 2023

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La festa della birra per non dimenticare chi siamo

XVI Domenica del Tempo Ordinario

Nella prima lettura che si ascolta domenica 30 luglio nelle chiese, viene riportata la preghiera che Salomone, giovane re d’Israele, eleva al Signore, consapevole dei suoi limiti rispetto al grande mandato ricevuto da Dio, di governare un popolo. Nel 1° Libro dei Re così si legge:

“Signore, mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide, mio padre. Ebbene io sono solo un ragazzo; non so come regolarmi. Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che hai scelto, popolo numeroso che per la quantità non si può calcolare né contare. Concedi al tuo servo un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare questo tuo popolo così numeroso”.

Colpisce che la richiesta che il ragazzo rivolge a Dio è quella di un cuore docile che sappia distinguere il bene dal male. In altri termini, forse un po’ autoreferenziali, ma ritengo ancora abbastanza circostanziali, Salomone chiede la capacità di discernimento difronte alle scelte e, quindi, la possibilità di prendere le decisioni giuste per il popolo.

Birra vs Cultura, una partita persa

Saper compiere le scelte giuste nella vita è tanto importante quanto complicato. A volte scegliere anche su questioni apparentemente banali come, ad esempio, dove andare a trascorrere una normalissima serata di mezz’estate, può cambiarti la vita o, almeno, fare la differenza.

Penso alle proposte di questi giorni nei paesi del bacino del Tammaro, con un programma molto ricco, per tutti i gusti. In particolare rifletto sulle scelte di una popolazione, quella delle aree interne che, forse, nonostante non manchi di manifestare periodici picchi di depressione per la propria condizione, prova ad attivare dei meccanismi di autoregolazione dell’umore sociale, prodigandosi nell’organizzazione dell’estate autoreferenzialmente oggettivata dalla circoscrizione del proprio paese.

Ed allora si può scegliere tra un’iniziativa di elevato spessore culturale, dove la presenza di professionisti è posta a garanzia di contenuti che, attraverso il linguaggio dello spettacolo, come richiesto da ogni forma d’arte, elevano lo spirito, ed una stimolante festa della birra che, se vissuta come si deve, trasforma la serata in un evento più comico del festival dei cortometraggi comici.

Non si tratta di una sfida, ma di una costatazione circa la capacità di scelta, orientata dal contesto culturale che, certamente, non può tradire se stesso. In un territorio dove si beve tutto l’anno, non puoi aspettarti che si rinunci alla festa della birra per un evento unico nel suo genere, significherebbe andare contro la propria natura.

I governanti del popolo

Qui scendono in campo i “governanti” del popolo che, per definizione, dovrebbero porsi al servizio della loro gente, non assecondando le richieste, ma educando i bisogni. Possiamo accettare di pensare che la Chiesa sia un’agenzia educativa chiamata a “governare” il suo popolo, solo se il termine “governo” risuona spontaneo nella mente di chi ha questa responsabilità come servizio per il bene comune e, quindi, di ognuno.

Purtroppo, indipendentemente dal gradimento del ruolo, un “governante” non dovrebbe starsi zitto per quieto vivere. Non dovrebbero farlo soprattutto genitori ed insegnanti che, come i preti, non necessitano del consenso conquistato ad ogni costo per potersi mantenere nel loro ruolo. È in gioco la libertà di agire secondo coscienza, anche se impopolari, perché liberi da condizionamenti esterni politicamente scorretti.

Se esiste il male è perché esiste il bene

Ed allora, ben venga la pluralità della proposta, poiché diversamente non ci sarebbe una vera possibilità di scelta e, quindi, la propria libertà sarebbe solo un’illusione. Il male esiste ed è messo in evidenza proprio dal bene, poiché come dice Lady Gaga: “le ombre sono la prova che la luce splende”.

A.G.