Nell’ambito delle iniziative estive organizzate dalla comunità di Campolattaro, è stata inaugurata la mostra pittorica dell’artista Leonildo Bocchino, dal titolo “Jesus Christ Multicolor”, esposta al pubblico fino al prossimo 7 agosto, nella Sala consiliare.
Insieme all’autore delle opere, sono stati presenti il sindaco di Campolattaro, Simone Paglia, e i ragazzi del Forum Giovani, oltre ad una rappresentanza della comunità parrocchiale.
“Sono passati 50 anni dal debutto del musical – ci scrive in una nota Maria Del Canale – che tanto fece discutere per il messaggio di per sé rivoluzionario del Vangelo, in questo caso a maggior ragione dirompente, perché alternativo all’iconografia cinematografica di quel Gesù al quale ci stavano abituando le pellicole nostrane.
Viene raccontata la passione di Cristo, non secondo Matteo, Marco, Luca o Giovanni (autori dei Vangeli canonici), ma dal punto di vista di Giuda, apostolo per chiamata, traditore per scelta.
Come ha affermato il maestro Leonildo Bocchino all’inaugurazione, la mostra racconta una storia, dove i protagonisti sono tre: Gesù, Giuda e la Maddalena. In linea con lo spirito dell’opera musicale ho voluto raccontare delle relazioni umane, fatte di sentimenti veri.
Ancora, Bocchino ha spiegato che, in questa fase della sua vita, sta approfondendo il rapporto tra musica e pittura, ponendo una particolare attenzione ai colori.
Da qui il titolo della mostra che rimanda, appunto, ad una storia di Gesù dai molteplici colori.
Il messaggio sociale degli autori del musical non è tradito nell’opera pittorica, lì dove le scene rappresentate dall’artista rinviano a temi sociali di forte attualità, come la questione razionale e la dignità della donna, ribadendo, così, l’intenso spessore sociale del messaggio del Vangelo.
Ancora, come hanno illustrato gli organizzatori della mostra, la narrazione si presta ad essere riletta alla luce del percorso sinodale che la Chiesa sta percorrendo, lì dove, proponendosi di ascoltare i giovani, viene provocata da un giovane di nome Giuda, che non si pone come nemico di Gesù, ma contesta a Lui di aver sbagliato strategia e alla Chiesa (gli altri apostoli) di essere lontana dai problemi e di avere “il cielo in testa”.
Una bella provocazione per la Chiesa locale e le parrocchie, che richiede un’azione di prossimità più incisiva, soprattutto verso quelle generazioni che si stanno allontanando da ciò che hanno più a cuore, quindi non solo la fede, ma l’Amore per il loro territorio”.
Articolo apparso su Gazzetta di Benevento il 26 luglio 2022




