Per ricordare Rita Atria i giovani incontrano “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”

Posted on Luglio 28, 2022

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Per ricordare Rita Atria i giovani incontrano “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”

Chi ci impedisce di sognare?
Questa domana se la poneva la giovane Rita Atria, testimone di giustizia di Paolo Borsellino, morta il 26 luglio 1992, sette giorni dopo la strage di via D’Amelio, a soli 17 anni.

In ricordo di Rita, quest’anno, a trent’anni da qual tragico evento, il Forum Giovani di Campolattaro ha voluto ricordare la loro coetanea con un incontro che ha visto la partecipazione di Michele Martino, referente provinciale di “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” e di Daniele Belmonte, responsabile del Forum Provinciale dei Giovani.

L’evento, tenutosi nella chiesa del Santissimo Salvatore di Campolattaro, si è aperto con i saluti del sindaco, Simone Paglia, che ha ribadito l’importanza di eventi culturali di spessore nei processi di sviluppo integrale dei territori dell’entroterra.
L’incontro, moderato da Antonello De Blasis, presidente del Forum Giovani Campolattaro, è proseguito con l’intervento di “Libera”.
Martino ha attirato l’attenzione dei partecipanti, ribadendo il valore della memoria, che passa attraverso la narrazione di storie che hanno come protagonisti le vittime di mafia.

Anche il Sannio ha le sue vittime. Tra queste una menzione particolare è andata a Raffaele Delcogliano e al suo collaboratore e vero amico Aldo Iermano, anche per la presenza in sala del figlio, Antonio Iermano.

Ai giovani ragazzi del Forum è toccato presentare la figura di Rita Atria.
Cresciuta in una famiglia di mafiosi, a Paternò, ha visto morire il papà e il fratello per il loro coinvolgimento nel clan locale, per poi seguire le orme della cognata, l’attuale senatrice Piera Aiello, e arrivare a testimoniare contro i suoi parenti, diventando testimone di giustizia di Paolo Borsellino.
La sua intensa vita terrena è terminata a 17 anni, ma nonostante il suo gesto, da sempre è considerata la settima vittima di via D’Amelio.
La sua morte si poteva evitare ma, parafrasando Giovanni Falcone, quando per colpa della mafia, la sua bocca si è chiusa, si sono aperte milioni di bocche che, ancora oggi, continuano a gridare e ottenere giustizia.

 

Articolo apparso su Gazzetta di Benevento il 27 luglio 2022