2 novembre: i migliori attori non protagonisti

Posted on Novembre 2, 2025

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2 novembre: i migliori attori non protagonisti

Nel giorno dedicato alla commemorazione dei defunti, nella nostra mente appaiono numerosi i volti di persone che non ci sono più e, nel nostro cuore, l’assenza pesa.

Qualche giorno fa ho ricevuto un messaggio di una persona che mi informava che il papà sta per morire e che desiderava salutarmi. Sono entrato in un’altra dimensione e in stato di “trans” ho rivisto i 15 anni di frequentazione con questo giovane, più o meno della mia età. Anni di confronti e scontri, risate e pianti, momenti di svago e di lavoro. Un intreccio di scambi, come quando vivi su due diversi piani di una stessa casa, avendo la possibilità l’uno di sentire ogni passo e l’altro di ascoltare ogni esternazione emotiva.

E così ho compreso cosa significa commemorare: rivedere un film dove il defunto è il co-protagonista del racconto che stai scrivendo oggi. Perché il 2 novembre non dovremmo andare al cimitero per onorare degli spettatori passivi della nostra vita, ma per ricordare i co-protagonisti della nostra storia personale, familiare e comunitaria.

Chi se n’è andato ha abbandonato la scena, ma continua a recitare attraverso di noi. Ogni tratto della nostra personalità porta con sé una traccia indelebile del suo passaggio.

Eppure, lo sguardo di fede va oltre la semplice nostalgia. La parte sulla resurrezione di Cristo ci assicura che la morte non è l’ultima scena.

Condivido delle intenzioni particolari, che la nostra piccola comunità può comprendere fino in fondo:

  • preghiamo per i bambini che non ci sono più e per i loro genitori che oggi piangono sulle loro tombe;
  • preghiamo per i genitori che sono andati via prima del tempo e per i loro figli, ancora piccoli, che oggi girano per il cimitero;
  • preghiamo per chi non ha lasciato questo mondo, ma la nostra vita personale, provocando una morte apparente;
  • preghiamo per i nostri co-protagonisti defunti, affinché la luce eterna risplenda su di loro e ritorni a noi, per farci vivere un lieto fine, degno della migliore storia che potevamo scrivere, la nostra.

Oggi, quindi, non piangiamo per un finale drammatico, ma affidiamo i cari defunti al Regista della Vita. Nel farlo, noi stessi siamo spinti a vivere, con rinnovato impegno, la parte del copione che ci riguarda.