Per la raccolta delle olive si fa doppio peccato, anche se un po’ ci abbiamo scherzato

Posted on Ottobre 10, 2025

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Per la raccolta delle olive si fa doppio peccato, anche se un po’ ci abbiamo scherzato

Si avvicina la stagione della raccolta delle olive, un momento cruciale in queste zone dell’entroterra sannita, che vede impegnate tante famiglie e lavoratori che, per l’occasione, si prendono i giorni di ferie a lavoro.

Un’attività, tra l’altro, capace di riattivare anche i pensionati dandogli una carica da “braccio di ferro”, visto l’impegno e la fatica che ci vuole, senza neanche consumare spinaci … ma un salutare “pane e puparuoli” per la pausa pranzo.

Si fa festa a lavoro, si interrompe la noia da pensionato quotidiano, qualcuno fa anche festa a scuola e … si salta la messa la domenica, perché si sa, se non corri la domenica in campagna, quando ci vai, visto che durante la settimana il tempo non è buono?

In effetti c’è questo comandamento un po’ “strano”, che ricorda di santificare le feste, ma senza impegno, perché poi se si lavora, giustamente, non è festa, … quindi non c’è nulla da santificare.

Scegliere di saltare la Messa, dottrinalmente parlando, si sa che è peccato mortale, perché si viola il terzo comandamento. Inutile dire che li trasgrediamo un po’ tutti gli altri nove, ma, per quanto riguarda il cattolico che, in questo periodo, va a messa la domenica solo se piove a “zeffunno”, mi viene da pensare che commette un doppio peccato, rivelando molto di più di una debolezza spirituale, dal momento che manifesta una imbarazzante mancanza di capacità organizzativa … anche se si sa muore sotto la pioggia!

“Padre, è uscita la buona giornata, Dio capirà.” Eccolo un miracolo eucaristico mancato! Quanti quintali di olive si raccolgono in un’ora? Forse se si riuscisse a capire che essere cattolici significa passare continuamente dal vangelo alla vita e dalla vita al vangelo, il problema organizzativo sarebbe risolto con la stessa efficienza che si usa per stendere le reti, “scotoliare” le piante e … portare le “cascette” al frantoio.

Perché se la Messa fosse davvero sentita come “fonte e culmine” della nostra settimana, non ci sarebbero scuse, ma soluzioni per salvare capre e cavoli, o forse è il caso di dire Gesù nell’orto degli ulivi?

Ho interrogato qualche chierichetto alle prime armi e le ha trovate da sole alcune soluzioni:

  1. Se la domenica volete svegliarvi alle 5 del mattino per andare a lavorare nei campi, potete andare il sabato a Messa, basta organizzarsi per chiudere la raccolta giusto un attimo prima e venire di sera … pure senza farsi la doccia, tanto Dio apprezza chi lavora nella vigna (e nell’uliveto) del Signore. Si passano giornate a scuotere i rami, se si dedica mezz’ora a scuotere l’anima non perdi il raccolto, ma ti raccogli.
  2. Di solito si raccoglie in gruppo, con i familiari, gli amici, i conoscenti … non potete fare i turni? “Tu vai alla Messa delle 8:30, a papà, io resto qui e non ti bestemmio addosso se manchi per un’ora. Poi andrò io a quella delle 11 e tu fai il bravo e continui sotto il sole.” È un meccanismo che utilizzano i lavoratori per non fermare l’attività a ora di pranzo, si potrebbe estendere al banchetto eucaristico … ribadendo che puoi anche venire “che panni da fatica” visto che dopo devi riprendere, quindi nessuno si offende e chi lo fa … è fetente!
  3. Se, poi, la compulsione del raccoglitore seriale fosse così patologica da non poter essere frenata, allora, niente paura, se ne parla con il parroco che, come al solito, deve risolvere tutto lui. E in questo caso sapete che fa? Celebra una messa per i casi più gravi. I parroci sono tutti d’accordo su questo e celebrerebbero volentieri, ma è più facile giustificarsi in nome della salute, perché lavorerai anche per giorni, dalla mattina alla sera, senza fermarti soprattutto di domenica, ma vuoi mettere, anche se l’olio è liquido, ci sarà sempre l’amico che ti dirà “almeno sai che ti mangi”.

Concludiamo con una preghiera … nun se po mai sape’ … Signore assisti i nostri amici raccoglitori di olive, che se si fanno male sarebbe l’ennesimo peccato mortale!

 

Uniti sotto la pioggia

Il parroco