Corpus Domini: ci vuole coraggio per accogliere le sfide

Posted on Giugno 22, 2025

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Corpus Domini: ci vuole coraggio per accogliere le sfide

Anche la domenica del Corpus Domini, quest’anno, assume un significato ancor più particolare all’interno del giubileo che stiamo vivendo come Chiesa universale e comunità locale.

Abbiamo pensato di celebrare nella chiesa di San Sebastiano e non in chiesa madre, poiché, come potete intuire, per parlare di Eucaristia ci aiuta la mostra dei miracoli eucaristici raccolti con fede e passione da Carlo Acutis.

Una raccolta che è stata attenzionata da più di 100 università nel mondo, che sta girando per tutti i continenti e in tutte le lingue, che qui da noi sta incuriosendo gruppi e famiglie da altre parrocchie e anche turisti di passaggio, ma che devo constatare, proprio la nostra comunità sembra non averne compreso l’importanza della testimonianza.

Quanti di voi hanno parlato della mostra a lavoro, con i colleghi e gli amici, invitandoli a venire a visitarla? Anche questa è testimonianza cristiana, adesione al Corpus Cristi.

Oggi, come Chiesa cattolica, celebriamo l’Eucaristia sull’altare del mondo scosso da venti di guerra che mai sono stati così preoccupanti. Cosa dice il Corpus Domini a un mondo ferito, spaventato, minacciato dalla guerra?

Proprio questa domenica, mentre la Chiesa, nel giorno del Corpus Domini, celebra il Giubileo dei Governanti, abbiamo appreso al risveglio che gli Stati Uniti hanno direttamente attaccato l’Iran. Intanto il popolo palestinese continua a soffrire, come un unico pezzo di carne nelle mani di un macellaio al quale piace la visione del sangue. Sembra di sentire Gesù che dice: “questo è il mio corpo … questo è il mio sangue … dato per voi”.

L’Eucaristia non è un rito da osservare, ma uno stile di vita da scegliere, poiché o siamo uomini e donne del pane spezzato e condiviso o siamo complici della prepotenza che genera la violenza.

Abbiamo appena vissuto insieme una piacevole processione per le strade principali del nostro paese. Mi auguro che le immagini che abbiamo ammirato in piazza, realizzate con attenzione ed entusiasmo da un gruppo di volontari, ci aiutino a comprendere il messaggio che si voleva trasmettere: nell’anno del giubileo, segnato da conflitti tra culture, la testimonianza di una giovane pellegrina possa aiutarci a riscoprire il volto giovane della Chiesa guidata da Leone.

Non abbiamo bisogno di persone saccenti. Se è vero che le sfide si accolgono, è altrettanto vero che non vale la pena rispondere all’ignoranza funzionale. Scegliere la pace non è un segno di debolezza, ma un atto di coraggio. Siamo capaci di accogliere l’insolente senza reagire? Siamo in grado, come cristiani, di incidere nella storia con azioni politiche orientate al bene comune?

Il giubileo dei governanti richiama la dottrina sociale della Chiesa, in particolare il capitolo sulla politica. Gli ultimi pontefici hanno ricordato che la politica è una forma di carità, una vocazione da accogliere, quindi una chiamata alla quale rispondere.

L’azione politica è tale quando si esprime in termini di servizio al prossimo. Il politico ispirato sa che deve rispondere alle esigenze della collettività e non alla logica del consenso.

Allora, vediamo nel Corpo di Cristo un’azione politica, una strategia ecclesiale che ci aiuta ad esprimere un giudizio su questo tempo e ad elaborare unprogetto per il futuro.

Chiediamo, inoltre, la grazia di accogliere le sfide senza reattività, ma con fermezza evangelica, rispondendo alle ingiustizie con un pezzo di quel pane spezzato.

Carlo Acutis, come riporta il disegno nella navata centrale, ci ricorda che “l’Eucaristia è l’autostrada per il cielo”. Quell’autostrada ha una caratteristica interessante, non gira intorno al dolore del mondo, ma passa attraverso, percorrendo una galleria che ti lascia intravedere la luce da lontano, donandoti sempre un motivo di gioia.

Abbiamo tutta l’estate per osservare con attenzione i miracoli eucaristici esposti. Vi invito a venire quando state comodi, la chiesa è sempre aperta. Vi ricordo che ogni miracolo raccontato non è una favola per deboli, ma una storia per persone che hanno il coraggio di credere.

Grazie per l’attenzione, ma non serve a molto se non si trasforma in azione.