Per il virus dell’incomprensione, san Sebastiano prega per noi!

Posted on Gennaio 20, 2024

Home Blog Articoli Per il virus dell’incomprensione, san Sebastiano prega per noi!

Appuntamenti

Eventi in programma

Exemple

Per il virus dell’incomprensione, san Sebastiano prega per noi!

Erano altri tempi, certamente, ma la testimonianza di Sebastiano credo sia di forte attualità. Soldato romano, a quanto pare pretoriano, quindi affidato alla guardia del corpo dell’imperatore, fedele allo Stato, ma, prima ancora, alla sua fede, senza essere, però, obiettore di coscienza.

 

Con gli occhi di oggi, Sebastiano sarebbe un dipendente dello Stato che non si appellerebbe all’obiezione di coscienza, poiché questo non gli permetterebbe di occupare un posto utile per stare sia vicino ai perseguitati che agli uomini di potere.

 

Sebastiano ha preferito continuare la sua carriera per poter avvicinare i prigionieri e supportarli nelle loro convinzioni, senza arrendersi alla logica del tiranno, ma anche per stare accanto agli “uomini di palazzo” e ai suoi “colleghi” e poter annunciare il vangelo a tutti.

 

Si, sembrano altri tempi, paradossalmente più moderni rispetto ad un’immagine di Chiesa che classifica i credenti in base al tempo dedicato alla parrocchia, all’oratorio, alle feste dei santi.

Non c’è da stupirsi, poiché lo abbiamo studiato a scuola che la Chiesa contemporanea, almeno nei suoi pronunciamenti degli ultimi 60 anni, auspica un ritorno alle origini, ai primi secoli, quando, appunto, i cristiani come Sebastiano non si staccavano dalla società, ma cercavano di abitarla attivamente e con responsabilità.

 

Provocatoriamente mi viene da pensare che era più facile prima, quando si sapeva che l’imperatore voleva “farti fuori” e non pensava al benessere del popolo, rispetto ad oggi, dove, invece, ipocritamente si predica la necessità di essere uniti e poi, invece, nei nostri contesti sociali ed ecclesiali, l’attribuzione del merito precede la bontà di iniziative che, già da un punto di vista comunicativo, potrebbero essere un’opportunità per la crescita della comunità.

 

E così, in un momento storico dove gli organi di partecipazione e gli strumenti di comunicazione dovrebbero garantire l’adesione democratica del popolo alla vita della comunità, si viaggia da soli, con i propri limiti, infelici e incapaci di riconoscere gli errori.

 

Questo non deve scoraggiare, non si può avere la pretesa che per forza si debbano condividere le proprie visioni. Prendiamo atto e andiamo avanti, con chi vuole camminare insieme, biasimando chi non ci arriva, senza esclusioni, perché anche se in una famiglia a volte non si va d’accordo, bisogna sempre essere aperti al dialogo.

 

Ci affidiamo a San Sebastiano che, tra l’altro, è anche invocato contro le epidemie, affinché il virus dell’incomprensione trovi quante più persone vaccinate.

 

Intanto preghiamo con le parole che, in questi giorni, gli abbiamo elevato nella preghiera in preparazione alla sua festa:

 

“O invitto martire, Sebastiano, … a te e alla tua potente intercessione raccomandiamo fiduciosi tutti coloro che si affidano alla tua protezione: le nostre famiglie, perché custodiscano l’amore; gli adulti, perché diventino operatori di pace e di giustizia; gli anziani e i morenti, perché guardino con serena fiducia al traguardo che li attende; i ragazzi e i giovani, perché siano coraggiosi testimoni di Cristo; i peccatori e gli erranti, perché riscoprano la bontà del Padre e la dolcezza del suo perdono.”

A.G.